L'appello di Pro Senectute: «Cure a domicilio? Vaccinatevi!»

SwissTxt / pab

18.10.2021

Berna: Spitex, cure a domicilio di anziani. Nella foto la mano di un collaboratore Spitex intenta a misurare il battito al polso di un anziano.
© Ti-Press /Spitex / Monika Flueckiger
Nella foto la mano di un collaboratore delle cure a domicilio iintenta a misurare il battito al polso di un anziano.
©Ti-Press / archivio

L'associazione Pro Senectute lancia un accorato appello: gli anziani hanno paura ad accogliere in casa personale per servizi di cure a domicilio non immunizzato contro il Covid. Lo riferisce la RSI.

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18.10.2021

Gli operatori sanitari che lavorano per servizi di cure a domicilio dovrebbero vaccinarsi contro il Sars-CoV-2, perché sono molti gli anziani che hanno paura ad accogliere in casa personale che non lo è.

È l'appello, rende noto la RSI, che ha lanciato Pro Senectute. Non sempre infatti le organizzazioni che offrono questo tipo di servizio a domicilio possono assecondare questa richiesta.

Non si può obbligare nessuno a vaccinarsi, ma l'invito di Pro Senectute è chiaro. «Un anziano che rinuncia al servizio, per paura di essere contagiato da un operatore non vaccinato, è una sconfitta per tutto il servizio di presa a carico delle cure domiciliari», sottolinea alla RSI Laura Tarchini, responsabile della comunicazione.

È un problema quotidiano?

Il timore di fidarsi di un operatore non vaccinato è un problema che secondo Luca Milesi, responsabile delle cure domiciliari offerte da BeeCare esiste: «È un problema con il quale ci vediamo confrontati abbastanza quotidianamente, che però si può risolvere con il dialogo con la famiglia. Si deve valutare caso per caso».

E nei casi critici, si garantisce l'assistenza di un operatore vaccinato, spiega Milesi. L'invito di BeeCare al personale - spiega Milesi, precisando che si tratta di un invito e non di un obbligo - è stato quello di vaccinarsi. «Il personale vaccinato ha più facilità ad operare per le cure quotidiane del paziente», dice Milesi.

Sempre restando nell'ambito di servizi a domicilio privati, la direttrice di Senevita Casa Ticino, Martina Morandi, dice invece che sono state poche le richieste di essere seguiti da operatori vaccinati.

Operatori testati ogni quattro giorni

Alle misure di protezione messe in atto dal personale, si aggiunge l'obbligo, per tutti i dipendenti dei servizi di cura, di testarsi ogni 96 ore.

Paolo Pezzoli, direttore amministrativo di SCuDO a Lugano spiega che l'assoluta priorità è che nelle case degli anziani arrivino persone sane. E questa sicurezza la dà non tanto il vaccino quanto il test ripetuto. Per questo motivo agli utenti non viene esplicitato se l'operatore che li segue è vaccinato oppure no.

Le direttive dell'ufficio del medico cantonale sono chiare e tranquillizzano gli anziani anche secondo Brian Frischknecht, direttore del servizio di cure a domicilio del Mendrisiotto e Basso Ceresio: «Le istituzioni forniscono garanzie in merito».

«Abbiamo avuto solo 2 richieste da parte di anziani che chiedono operatori vaccinati, in quel caso si garantisce che il nostro personale è regolarmente testato».

Vista l'importanza data all'aspetto della sicurezza sia allo SCuDO a Lugano che al servizio del Mendrisiotto e Basso Ceresio il personale veniva già ripetutamente testato prima della decisione presa dall'ufficio del medico cantonale.