L'Italia riapre, Lombardia e Piemonte: «Lasciate entrare gli svizzeri»

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17.4.2021 - 17:21

Lombardia e Piemonte vorrebbero poter tornare ad accogliere la clientela ticinese in tempi brevi, abolendo l'obbligo del tampone e della quarantena.

Tempi duri per la vita transfrontaliera
Immagine d'illustrazione
archivio Ti-Press

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17.4.2021 - 17:21

L'annuncio degli allentamenti previsti dal 26 aprile da parte del premier italiano Mario Draghi, ha indotto comuni e politici della fascia di confine ad attivarsi per far cadere le restrizioni (tampone e quarantene) che impediscono ai residenti in Svizzera di varcare liberamente la frontiera.

La volontà da parte italiana è quella di «far ripartire tutta l'economia di frontiera colpita dalle restrizioni», ha dichiarato Alessandro Alfieri,  senatore varesino  che ha presentato un ordine del giorno all'interno della legge sugli aiuti alle imprese in discussione al Senato di Roma.

Nella Città Eterna domenica giungerà una delegazione ticinese guidata dal presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi che resterà nella capitale italiana per tre giorni.

Misura analoga a quella in vigore per i frontalieri

Se il testo sarà approvato, consentirà l'ingresso in Italia dei cittadini svizzeri, in una fascia entro i 20 chilometri dal confine, senza la necessità di dover eseguire il tampone. «Una misura analoga a quella in vigore oggi per i nostri frontalieri - dice il politico del PD - e fondamentale ad esempio per settori come commercio e ristorazione». Anche la Lega, con i suoi esponenti varesini, «sosterrà» il documento.

Sulla stessa lunghezza d'onda l'Associazione Comuni italiani di frontiera presieduta dal sindaco di Lavena Ponte Tresa. Con una lettera inviata al premier e a tutti i ministeri coinvolti nella questione ha chiesto, con il passaggio in zona gialla dal prossimo 26 aprile, di consentire l'ingresso anche a coloro che risiedono nel territorio svizzero. Facilitazioni analoghe, in Italia, sono auspicate anche al confine francese.

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