Relazioni con l'Italia Migranti, Gobbi risponde a Salvini: «Respingimenti in regola»

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20.11.2018

Norman Gobbi e le guardie di confine respingono le critiche di Matteo Salvini e degli avvocati comaschi sui migranti rimandati in Italia.

I respingimenti dal Ticino all’Italia avvengono secondo le regole. Ma non quelle di Dublino che non valgono per chi non chiede l’asilo in Svizzera, ma quelle stabilite dall’accordo bilaterale sottoscritto vent’anni fa.

A sottolinearlo sono le guardie di confine che, interpellate dalla RSI, respingono le critiche nei confronti dell’operato delle autorità elvetiche e ticinesi degli avvocati comaschi rilanciate anche dal vicepremier italiano, ministro dell’interno e segretario della Lega Matteo Salvini che sabato è sbottato: "nessuno può permettersi di trattare il nostro paese come il campo profughi d'Europa”.

Parole che lunedì hanno portato il direttore del Dipartimento delle istituzioni ticinese Norman Gobbi a parlare con Roma per evitare che, magari, giunga a denunciare l’intesa italo-svizzera.

Critica emersa nel 2016

"Le accuse di Matteo Salvini non erano rivolte solo alla Svizzera. In ogni caso l’accordo recentemente rivisto da Ueli Maurer e il suo corrispettivo italiano ha molto migliorato le relazioni fra i nostri due paesi. Polizia di Stato, polizia cantonale e guardie di confine sono oggi nello stesso stabile e discutono caso per caso per evitare problemi".

Secondo quanto spiegato in un servizio di SkyTG 24, l'Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione e l'Osservatorio legale per i diritti dei migranti rimproverano alla Svizzera di aggirare il sistema di Dublino. Una critica che già era emersa durante la crisi del 2016.

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