Energia Pannelli solari sul Tamaro, primo «sì» da Bellinzona, che sorprende Pro Natura

SwissTxt / red.

4.10.2023

Immagine d'illustrazione.
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KEYSTONE

La notizia del via libera da Cantone al progetto di impianto solare sul monte Tamaro coglie di sorpresa le associazioni per la protezione del territorio. «Le montagne non diventino terreno di sfruttamento».

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4.10.2023

Solare alpino è l’iniziativa della Confederazione che punta nei prossimi due anni a costruire parchi fotovoltaici sulle Alpi, da sfruttare d’inverno.

È arrivato il primo via libera da Bellinzona all’impianto previsto in Ticino sul Tamaro. È una licenza preliminare, il che vuol dire che per i promotori ci sono ancora passi formali da compiere.

Intanto però l’installazione supera uno scoglio che altre iniziative, molto più piccole, non hanno passato. E difatti tra le organizzazioni per la protezione del territorio non manca un po’ di sorpresa.

«Oggi sono stato un po’ meravigliato», ha spiegato Daniel Ponti, presidente di Pro Natura, ai microfoni della RSI. «Le indicazioni che arrivavano dalle autorità cantonali erano quelle di non voler autorizzare questo genere di impianti proprio perché al momento non strettamente necessari».

La notizia, pubblicata martedì dal Corriere del Ticino, ha colto di sorpresa anche il presidente della Società ticinese per l’Arte e la Natura (STAN Tiziano Fontana, il quale ricorda il no a un impianto di test che la Sopracenerina prevedeva al Nara.

«Nel caso del Nara, avevamo letto le dichiarazioni anche del consigliere di Stato Claudio Zali che indicava che prioritario sarebbe l’utilizzo delle aree già edificate e soprattutto delle grandi superfici industriali», aggiunge Ponti. In Ticino solo il 6% dei tetti hanno pannelli. Per le due organizzazioni, è questa la via da percorrere.

Il Cantone ha cambiato idea?

«No, non abbiamo cambiato idea», risponde il consigliere di Stato Claudio Zali, sempre ai microfoni della RSI.

«L’orientamento del Cantone e pure l’indicazione che dà il piano energetico climatico rimane quella. La Confederazione, però, ha stabilito delle norme di eccezione, un diritto superiore che siamo tenuti a rispettare.».

«E se c’è la possibilità di portare un grande investimento in Ticino, sovvenzionato al 60% dalla Confederazione, il Cantone evidentemente non si chiama fuori ma si mette a disposizione di promotori che abbiano la consistenza e la solidità per portare avanti un progetto adeguato».

Il promotore è l’imprenditore Rocco Cattaneo che investirà 15 milioni, al netto dei contributi federali. I pannelli alimenteranno 4’000 economie domestiche, rispettando così i minimi richiesti da Berna per i sussidi.

Cattaneo vuole dialogare con le parti coinvolte

Cattaneo ha detto alla RSI di non volersi ancora esprimere. Cercherà prima il dialogo con tutte le parti coinvolte - tra cui patriziato e comune di Mezzovico- Vira. E soprattuto, con le organizzazioni ambientaliste. È infatti importante schivare i possibili ricorsi per costruire entro il 2025.

«Noi siamo sempre molto disponibili e pronti al dialogo», risponde Ponti di Pro Natura. «Ad oggi non abbiamo ancora avuto contatti, ma se dovessero arrivare ben volentieri, come Pro Natura sicuramente terremo sott’occhio questi progetti. Questo, in particolare, proprio perché vorremmo che le montagne non diventino terreno di sfruttamento indeterminato con pannelli solari».