«Prima i nostri» anche nella sanità

SwissTXT / pab

24.6.2019

La preferenza indigena varrà negli ospedali privati e istituzioni sovvenzionate con soldi pubblici
Ti-Press

La giornata di lavori del Gran Consiglio ticinese ha visto tra i temi affrontati lunedì quella che, almeno sulla carta, sembrerebbe l’ultima tappa di «Prima i nostri».

Il Parlamento cantonale ha infatti approvato, a larga maggioranza, le modifiche di legge per l'applicazione della preferenza indigena anche negli ospedali privati e nelle istituzioni sanitarie che ricevono soldi pubblici.

Il 14% di frontalieri nella sanità

Si tratta di un settore all’interno del quale il tasso di disoccupazione è del 1,9%, mentre i lavoratori frontalieri sono il 14% su un totale di 25’000 addetti.

Sta di fatto che il consigliere di Stato Raffaele De Rosa ha dichiarato che da gennaio l’obiettivo consiste nel rispettare il criterio della preferenza indigena.

In altre parole, come già accade all'interno dell'amministrazione cantonale, il datore di lavoro a parità di requisiti e titoli professionali deve prima offrire il lavoro a chi in Ticino ci risiede.

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