Rabadan addio, anche nel 2022

SwissTXT / pab

2.12.2021

Bellinzona senza carnevale come nel 2021
Bellinzona senza carnevale come nel 2021
Ti-Press

Il Rabadan non ci sarà nemmeno nel 2022. Il Comitato del più grande carnevale ticinese, riunito mercoledì sera, ha deciso di rinunciare definitivamente alla 159esima edizione. Nebiopoli invece resta in attesa delle decisioni delle autorità.

SwissTXT / pab

2.12.2021

Il Comitato del Rabadan ha comunicato la decisione giovedì mattina, spiegando che vista la «preoccupante evoluzione della situazione pandemica e le troppe incertezze, ha deciso con senso di responsabilità di fermare e annullare tutte le riflessioni e i preparativi relativi all’edizione 2022 che quindi non avrà luogo».

Gli organizzatori, dispiaciuti, si riservano comunque di «studiare e proporre iniziative alternative – compatibilmente con la situazione sanitaria – nel corso della seconda metà del 2022».

Il 10 novembre il comitato aveva già preannunciato un ridimensionamento, ma aveva comunque previsto delle feste all'Espocentro di Bellinzona, rispettando le norme anti-Covid, dal 24 febbraio al 1. marzo 2022. Si era invece già deciso di rinunciare alla chiusura della città e al corteo della domenica.

Nebiopoli: «Restiamo in attesa delle autorità»

A stretto giro di posta a fine mattinata è arrivata anche una nota del carnevale di Chiasso, il Nebiopoli. Gli organizzatori ritengono che, dopo aver preso atto del peggioramento della situazione pandemica, «in questo momento valga la pena attendere le indicazioni dell’autorità cantonale. Il Consiglio di Stato ed il Gruppo Grandi Eventi ci hanno promesso una comunicazione nel corso della giornata di domani, a seguito di cui potremo fare dei ragionamenti più precisi».

«Nebiopoli non sottovaluta la situazione, anzi, sta osservando l’evoluzione con attenzione. Spegnere il motore organizzativo in questo momento vorrebbe dire non avere la forza di riaccenderlo, quindi le valutazioni sono in corso e potremo rilasciare dichiarazioni mirate tra venerdì e lunedì», si legge ancora nel comunicato.

Il comitato spiega inoltre che al momento i contratti firmati permettono, dal lato finanziario, «di dire stop fino al 31.01.2022 senza incombere in penalità».