Giornate di Soletta

Il film «3/19» di Silvio Soldini presentato in anteprima alle Giornate di Soletta

sifo, ats

20.1.2022 - 21:57

Nella foto il regista Silvio Soldini
Nella foto il regista Silvio Soldini
archivio Ti-Press

«3/19» del regista italiano di origini ticinesi Silvio Soldini è stato presentato giovedì sera in anteprima svizzera alla 57esima edizione delle Giornate di Soletta. Un film toccante, che cerca di dare un nome e dignità alle persone dimenticate dalla società.

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20.1.2022 - 21:57

Camilla Corti (Kasia Smutniak) è avvocato finanziario, vive in un appartamento elegante e moderno nel centro di Milano. Divorziata, è mamma di una giovane donna, Adele, con la quale ha una relazione difficile frutto di una mancata comunicazione.

Una vita quella di Camilla dedicata in gran parte al lavoro, fino al giorno dell'incidente in cui è coinvolta e in cui perde la vita un immigrato, senza documenti e dunque senza un nome.

La protagonista, con l'aiuto del direttore dell'obitorio (Francesco Colella), inizierà allora una ricerca per ricostruire la storia del giovane immigrato cercando di dargli un nome ma soprattutto restituirgli una certa dignità.

Un modo questo per scagionarsi dai timori sulle sue colpe nell'incidente, il cui ricordo è vago, ma al contempo anche per fare ammenda di un errore del passato, costato la vita alla sorella.

una critica alla società odierna individualista

Questa pellicola di Soldini vuole essere anche una critica alla società odierna individualista e dove tristemente i più deboli vengono spesso dimenticati. Non a caso ha scelto proprio una professione rinomata come quella di avvocato di successo, i contrasti tra ricchezza e povertà e i stili di vita completamente diversi diventano così palesi.

L'interesse, quasi morboso, di Camilla per il giovane deceduto mostra però una forte sensibilità e una disponibilità a cambiare e ad andare controcorrente al divario societario. Perché in fin dei conti una vita è una vita, che sia quella di un immigrato o di un avvocato.

«3/19», co-prodotto da Svizzera e Italia, è in corsa per il «Prix du Public». Il titolo, quanto più anonimo, sta per «la terza persona morta non identificata del 2019» come viene spiegato nel film.

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