Rissa sul campo di terza lega

SwissTXT / pab

19.9.2021

Imamgine d'illustrazione
Archivio KEYSTONE

Il calcio minore ticinese ha registrato questo fine settimana un increscioso episodio di violenza che ha coinvolto calciatori e pubblico. I presidenti: «Solo una scaramuccia, ma non va bene».

SwissTXT / pab

19.9.2021

La rissa è scoppiata durate la partita di terza lega tra le Semine e il Locarno e la partita è stata sospesa dall’arbitro.

Coinvolti giocatori e pubblico

La dinamica dell'episodio è ancora da chiarire, ma sembra che tutto sia partito dall'espulsione di un giocatore del Locarno: il giocatore è passato davanti alla panchina degli avversari e in quel momento pare che qualcuno gli abbia ha detto qualcosa riferisce il portale della RSI.

L’uomo ha poi lanciato un parastinchi verso la panchina, ed è partita la reazione che si è subito trasformata in una rissa che ha coinvolto diversi giocatori delle due squadre e parte del pubblico intervenuto, sembra dalle immagini, per separare i contendenti, riporta la RSI. Sono volati diversi calci e pugni.

Le dichiarazioni

«Rissa? Se volete chiamatela pure così, per me è stata una scaramuccia, per fortuna senza grosse conseguenze; questo non significa che per me una cosa del genere vada bene», ha dichiarato alla RSI il presidente del Locarno Mauro Cavallini.

Il suo omologo del Semine, Angelo Gentile, ha nostri microfoni ha per parte sua dichiarato: «Non ci sentiamo colpevoli in queste occasioni: a volte si «chiude la vena» e succede il peggio; non mi va di dare giudizi su nessun ragazzo né sul Locarno. È una cosa che purtroppo è successa anche se non avrebbe dovuto» ha affermato ai microfoni della RSI.

Altri casi del genere

Non è però la prima volta che sui campi del calcio minore, e anche tra allievi, si registrano casi simili. Nel maggio dello scorso anno un ragazzo del Savosa-Massagno aveva aggredito a calci e pugni uno del Breganzona, riporta la RSI.

Nel 2019 si registrò una rissa durante una partita degli allievi B nel Mendrisiotto che portò a sanzionare tre giocatori e un genitore. Nel 2017 al termine di una partita di quarta divisione alcuni giocatori vennero a le mani, si legge ancora sul sito della RSI.

Questi sono i casi noti più recenti. È presto per sapere quali provvedimenti, prenderà la Federazione ticinese calcio, che tuttavia, sulla scorta degli episodi precedenti, aveva già annunciato tolleranza zero.