Sommaruga: «Lavoro esemplare del Ticino. Non vediamo l'ora di venire in vacanza»

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2.5.2020

La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga a Bellinzona
Keystone / Ti-Press

Oggi, sabato 2 maggio, il Consiglio di Stato ticinese e lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC) hanno incontrato a Bellinzona la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, la quale in precedenza si era recata in visita al nuovo Centro della Posta di Cadenazzo.

Alle 14.15, al termine dei colloqui con le autorità ticinesi, si è quindi tenuto un momento informativo nella suggestiva corte interna di Palazzo delle Orsoline a Bellinzona.

Prima dei vari interventi previsti, è stato suonato il salmo svizzero. Presenti, oltre al Governo ticinese in corpore e al medico cantonale Giorgio Merlani, anche la presidente della deputazione ticinese alle Camere federali a Berna Marina Carobbio, il presidente del Gran Consiglio ticinese Claudio Franscella e il presidente del Film Festival di Locarno Marco Solari.

«Sistema federalista che guarda alle necessità dei Cantoni»

A prendere la parola per primo è stato il presidente dell'Esecutivo ticinese Chrisitan Vitta, il quale ha sottolineato che siamo un Paese che, al suo interno, ha peculiarità diverse, ma che insieme è unito e solidale. 

«E proprio la capacità di saper unire le diverse caratteristiche ci ha reso un Paese solido. Alla fine è proprio con questo spirito che abbiamo affrontato, anche in Ticino, la fase più acuta del virus».

Vitta ha quindi spiegato che nel momento in cui ci siamo trovati proprio nella fase piu critica, dopo un primo momento di incomprensione con Berna, è stato possibile dialogare e far capire le difficoltà del Cantone e quindi ottenere le finestre di crisi: «Questo modo di agire poggia le basi sul nostro sistema federalista, che permette di guardare alle differenti necessità dei Cantoni».

Il ministro ha quindi ringraziato il Consiglio federale, rappresentato oggi da Simonetta Sommaruga, per aver capito le esigenze specifiche del Ticino: «Contatti costanti e un buon dialogo ci hanno permesso di affrontare uniti il momento peggiore».

Vitta: «Il Ticino sarà pronto ad accogliere i turisti»

Successivamente il direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia ha rivolto un ringraziamento anche «agli amici confederati» per aver rispettato la richiesta di non venire in Ticino nel periodo pasquale, ossia in piena crisi.

Vitta ha però affermato che, in vista della prossima estate, il Cantone sarà pronto ad accogliere i turisti svizzeri in piena sicurezza e con affetto per le vacanze: «Il Ticino saprà e avrà voglia di accogliervi».

«Affrontare i prossimi mesi con determinazione e coraggio»

L'ultimo ringraziamento il ministro lo ha rivolto ai ticinesi: «In questo percorso ho sentito e vissuto la grande forza dei ticinesi. Questo ha dato a me e ai miei colleghi di Governo l’energia per affrontare questi mesi».

Ora, ha detto, «dovremo affrontare i mesi che verranno insieme, con la stessa determinazione e con lo stesso coraggio dimostrato finora. Mi auguro che il nostro Cantone sappia far tesoro di quanto imparato in questo periodo intenso».

Vitta ha concluso, come ha sempre fatto finora, con il motto: «Ne sono certo, uniti ce la faremo!».

Tutti in piedi per l'Inno nazionale
Keystone / Ti-Press

Sommaruga: «Lavoro esemplare del Ticino per la Svizzera»

Successivamente è stato il turno della presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, la quale ha aperto il suo discorso (tenuto tutto in italiano) affermando: «Mi stava a cuore vedere come stava il Ticino, a pochi giorni dalla chiusura della finestra di crisi».

Il Cantone, ha poi sottolineato la consigliera federale, ha svolto un lavoro esemplare per tutta la Svizzera. «Ma - ha aggiunto - la crisi non è finita, dovremo ancora convivere con il virus e con le sue conseguenze».

La ministra elvetica ha quindi ringraziato prima di tutto gli impiegati de La Posta svizzera, che ha incontrato stamattina a Cadenazzo, che hanno dovuto affrontare lo «stress test» con la chiusura dei negozi e hanno dimostrato che la Svizzera ha delle aziende e delle strutture in grado di funzionare anche in un momento di crisi.

Ha poi omaggiato anche gli altri settori e gli altri lavoratori che hanno continuato a operare per il bene di tutti, come i dipendenti degli ospedali o delle case anziani, dei negozi di generi alimentari, dei trasporti, ecc. che, ha detto, «hanno svolto un lavoro straordinario».

Ha poi ringraziato anche tutta la popolazione per aver seguito le regole ed essere rimasta a casa.

Sommaruga: «Contenti di poter tornare in Ticino»

Sommaruga ha poi spiegato che, durante la sua visita in Ticino, si è parlato anche di turismo, in vista della riapertura degli alberghi. «Si tratta, come sappiamo, di un settore molto importante per la Svizzera e per il Ticino. È un periodo difficile, che non si risolverà a breve, vista anche la recessione a livello mondiale».

Ma, ha sottolineato la ministra, durante gli incontri odierni ha notato che c'è ottimismo fra gli operatori del settore.

«Il Ticino - ha affermato la consigliera federale - ci ha chiesto di rimanere a casa per Pasqua, ma saremo contenti di poter tornare presto in questo Cantone, dato che la sua cordialita, la sua natura e la sua cultura ci mancano. Quindi non vediamo l’ora di poter tornare. Aspettiamo solo un vostro segnale in questo senso!».

«Godiamoci ogni piccolo passo, ma rispettando le misure»

Il discorso si è infine focalizzato sui rapporti tra Berna e il Ticino: «Le discussioni con il Consiglio di Stato ticinese sono state fruttuose. Ringrazio quindi tutti per la collaborazione e per avermi spiegato le sfide che il Cantone dovrà affrontare».

Lunedì, ha ricordato Sommaruga, la vita riprenderà in parte il suo corso, «ma dobbiamo ancora prestare la massima attenzione. Godiamoci ogni piccolo passo, ma continuiamo a rispettare le misure».

Aperture: «Scelta la via intermedia»

Rispondendo a una domanda dei giornalisti, in merito alle aperture forse azzardate, Sommaruga ha detto che «il Consiglio federale ha sempre scelto una via intermedia, non abbiamo chiuso tutto né abbiamo scelto di non fare niente. Anche nell’allentamento delle misure abbiamo cercato e cerchiamo una via intermedia».

La consigliera federale ha quindi spiegato che «abbiamo iniziato con i parrucchieri e due settimane dopo è toccato a scuole, trasporti pubblici e ristoranti, ma con delle regole. Poi aspettiamo quattro settimane: l’8 giugno, vedremo gli effetti e valuteremo gli altri passi».

«Queste quattro settimane - ha sottolineato - saranno molto importanti».

un momento della conferenza stampa di Bellinzona
Keystone / Ti-Press

Cocchi: «Messi a dura prova a tutti i livelli»

Dopo Sommaruga, è stata infine la volta del Capo dello Stato maggiore cantonale di condotta Matteo Cocchi, il quale ha ricordato come il Ticino, ma anche il resto della Svizzera, sono stati messi a dura prova a tutti i livelli da un virus che ora tutti conosciamo, ma che fino a poco tempo fa non esisteva nemmeno.

Il Ticino, ha sottolineato Cocchi, è stato il primo Cantone a doversi confrontare con l’emergenza sanitaria. «Ma non solo. È anche stato il primo a doversi attivare con delle misure importatni in tutti i contesti, vista anche la vicinanza con la Lombardia, dove la malattia si è diffusa qualche giorno prima».

Il capo dello SMCC ha quindi sottolineato il supporto e l'ottima collaborazione, in questo contesto, con l'Esercito e il Servizio civile svizzeri. Ma anche il contributo dato dalla popolazione ticinese, che «ha capito da subito la gravità della situazione».

Seconda ondata? «Non ripartiremo da zero»

Lunedi, ha ricordato Cocchi, con la chiusura della finestra di crisi ticinese si entra in una nuova fase e assisteremo a una graduale riapertura: «Ma dovremo continuare a seguere le regole, che ci accompagneranno anche nell’immediato futuro. Dal 4 maggio arriva una fase delicata e la guardia di ognuno di noi non dovrà essere abbassata».

Rispondendo quindi a una domanda su una possibile seconda ondata di contagi, ha detto che «nel caso di una eventuale nuova crisi, che speriamo non arrivi, non ripartiamo da zero. La macchina non si spegne, rimane accesa, per cui la reazione sarebbe sicuramente più veloce».

Dal canto suo, Sommaruga ha aggiunto che «la reazione non sarebbe quella di chiudere tutto. Durante la crisi, abbiamo aumentato la disponibilità di posti in cure intense. In più ora possiamo tracciare i singoli contagi e ricostruire la catena dei contatti. Siamo in una situazione diversa rispetto all’inizio».

Prosegue la tendenza al calo in Ticino

Intanto è proseguita anche oggi, sabato, la tendenza alla riduzione costante dei nuovi casi in Ticino. Gli ultimi dati sull’evoluzione della pandemia nel Cantone indicano un solo decesso in più nelle ultime 24 ore e altri sette casi di contagio.

Sale quindi a 323 il numero delle persone che hanno finora perso la vita, mentre il numero delle infezioni accertate dall’inizio della crisi si è assestato a a 3’225.

Numeri e link utili

È utile ricordare che, per tutte le informazioni sul COVID-19 e sulle misure prese dalle autorità, la hotline cantonale ticinese è sempre in funzione dalle 7h00 alle 22h00 allo 0800 144 144. Il sito specifico che il Cantone ha aperto è consultabile in ogni momento cliccando qui.

La Hotline a livello federale risponde invece a tutte le domande 24 ore su 24 al numero +41 58 463 00 00. Il sito della Confederazione sul coronavirus COVID-19 invece è raggiungibile cliccando qui.

È pure attiva a livello ticinese la Hotline per le attività commerciali, che risponde, dalle 9.00 alle 17.00 al numero 0840 117 112.

Per domande specifiche sul lavoro ridotto è disponibile dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 - 12.00 e dalle ore 13.00 - 16.00 il numero di telefono 091 814 31 03.

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