Covid

Stop alle mascherine? Lepori: «Una scelta poco solidale»

red

7.2.2022

La produzione alla Farmaconsult di Sementina
Immagine illustrativa/foto d'archivio
Ti-Press

Le riflessioni di Mattia Lepori, vicecapo area medica dell'EOC, sulle opzioni al vaglio per allentare le misure di contenimento della pandemia.

red

7.2.2022

L'obbligo di indossare una mascherina nei luogo pubblici al chiuso potrebbe ben presto venire revocato. Si tratta di una decisione che fa spuntare il sorriso sulla bocca di alcuni, ma non a tutti. Come ad esempio al vicecapo dell'area medica dell'EOC Mattia Lepori, che si dice molto perplesso in quanto le persone a rischio verrebbero così sottoposte a un rischio maggiore.

«Sicuramente siamo di fronte a un certo numero di segnali piuttosto incoraggianti in Svizzera e in alcuni paesi circostanti, in particolare in Francia e in Italia. E il Ticino, che storicamente vive di riflesso la situazione italiana, è addirittura messo meglio rispetto al resto del Paese», spiega Lepori in un'intervista rilasciata alla RSI.

In tal senso, le prospettive parrebbero essere essenzialmente due: da metà febbraio «liberi tutti», oppure ci potrebbe essere un allentamento graduale delle misure di contenimento. Potrebbero quindi arrivare l'abbandono del certificato Covid e maggiore libertà nell'organizzare manifestazioni.

No alle mascherine? «Una scelta egoista»

«Devo dire che la misura che mi lascia più perplesso, perché non ne vedo grossi vantaggi, è l'abbandono generalizzato della mascherina», afferma ancora il vicecapo dell'area medica dell'EOC, che considera una tale decisione un gesto poco solidale nei confronti di chi non si è potuto vaccinare, di chi ha deciso di non farlo o di chi si è vaccinato, ma resta comunque a rischio.

Miriam Flückiger, ad esempio, è una paziente a rischio che sta lottando contro il cancro da quasi otto anni. Per lei le misure di protezione sono importanti: «Devo proteggermi più degli altri», ha raccontato la donna ai microfoni della RSI.

Non è la sola. Nel Canton Zurigo sono circa 100'000 le persone che si trovano nella medesima situazione. L'allentamento renderebbe loro, pertanto, la vita molto più difficile.