Tre medici condannati per negligenza: hanno messo in pericolo la vita di una donna

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30.4.2021 - 18:21

I tre medici sono stati condannati per aver messo in pericolo la vita della donna e per le sofferenze psicologiche che la vicenda le ha procurato
I tre medici sono stati condannati per aver messo in pericolo la vita della donna e per le sofferenze psicologiche che la vicenda le ha procurato
archivio Ti-Press

Tre medici sono stati condannati per lesioni colpose gravi, in Ticino, perché a causa del loro agire negligente hanno messo in pericolo la vita di una donna di 40 anni.

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30.4.2021 - 18:21

Il caso risale al 2014. Tutto è iniziato con un autocontrollo ai seni: la donna ha sentito una piccola massa, il ginecologo l'ha mandata a fare una mammografia in una clinica privata e l'esame ha indicato che poteva trattarsi di un tumore maligno. La biopsia invece non lo ha rilevato, ma il grado di errore di questo esame è alto (lo diceva anche la patologa nel suo referto).

Ma né i 2 radiologi, né il ginecologo, hanno ritenuto di dover approfondire: «Tutto bene, signora, torni fra 6 mesi». Proprio qui sta, secondo l'accusa, la negligenza. Perché 3 mesi dopo la donna aveva sempre più male e una ginecologa incontrata per caso le dice che quello è senza dubbio un tumore. In tre mesi però la massa è raddoppiata e il rischio di non poter intervenire (e quindi di morire) è diventato alto.

Una ricostruzione dei fatti che ha convinto il giudice Amos Pagnamenta, che ha condannato i tre medici a una pena pecuniaria sospesa (150 aliquote da 360 franchi) per aver messo in pericolo la vita della donna e per le sofferenze psicologiche che la vicenda le ha procurato.

La segnalazione in magistratura è partita dal medico cantonale (allertato dalla paziente e dal suo medico di famiglia) e sempre il medico cantonale potrà eventualmente decidere una sanzione disciplinare nei confronti dei due professionisti che sono ancora operativi. La decisione probabilmente verrà presa solo quando la condanna sarà definitiva; i tre, infatti, possono ricorrere contro la sentenza di primo grado.

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