Un amore nato su una panchina, sposi due clochard a Como

ATS

27.5.2020

Una donna clochard, senzatetto, in centro a Como su di una panchina comunale
archivio Ti-Press

Silvia e Alessandro sono due clochard. Si sono conosciuti su una panchina dieci anni fa, tre mesi dopo si sono fidanzati, e il 20 maggio, nel loro decimo anniversario di fidanzamento, si sono sposati in Comune a Como.

Lei, 36 anni, una vita difficile e tanti problemi di salute, indossava un abito rosa, lui, 53 anni, lavoretti saltuari e ora nemmeno quello, giacca bianca e cravatta.

«Il mio vestito me l'ha regalato Alessandro - ha raccontato la sposina -. Il suo gli è stato donato dal custode del dormitorio. Abbiamo usato come fedi l'anello di fidanzamento che mi aveva regalato dieci anni fa e un anello che gli ha dato un amico».

Due amici senzatetto hanno fatto da testimoni del lieto evento, una cerimonia che tutti descrivono semplice e toccante.

Rinfresco al dormitorio della Caritas

«Abbiamo festeggiato, con un rinfresco al dormitorio della Caritas in via Sirtori, con le persone che dormono lì, con volontari e responsabili della Caritas, della Croce Rossa e dei City Angels», dice ancora la sposina.

Quando si sono incontrati Silvia era spesso per la strada, ma viveva ancora con la famiglia. «Ci siamo conosciuti nel febbraio del 2010 - racconta -. Io ero su una panchina di piazza Vittoria a Como, lui mi ha fissata dieci minuti senza degnarmi di un saluto. Ad aprile mi ha offerto l'ombrello perché minacciava pioggia».

Poi, un giorno, scattò la scintilla. «In poco più di un'ora lui mi ha raccontato tutta la sua vita - aggiunge Silvia -. Mi ha insegnato che dimostrare affetto e amore non è un male. Non ero abituata a farlo, essendo cresciuta senza abbracci ed espressioni di affetto». «Di lei mi piace tutto, anche se ha un bel caratterino», dice invece lo sposo della moglie.

Silvia e Alessandro vivono da dicembre nel dormitorio Emergenza freddo della Caritas, che li aveva portati lì dopo averli trovati sotto i portici della basilica del Crocifisso. Ma fra poco torneranno all'aperto, perché Como non ha un dormitorio fisso, quello della Caritas è stagionale. Il Comune si è impegnato a costruirne uno, ma per ora si è rimasti all'impegno.

L'appello di Silvia

E ora Silvia vuole rivolgere un appello: «Ci sono tante persone benestanti che potrebbero aiutare i senzatetto a non tornare in strada, dando un'opportunità di lavoro e mettendo a disposizione un posto dove andare a dormire. Quando chiuderà torneremo tutti per strada - spiega Silvia -. Io sono malata, ma non sono sola; io e Ale ci sosteniamo a vicenda. Siamo preoccupati per gli altri. Al dormitorio ci sono anziani con più di 70 anni, alcuni anche con malattie gravi. Qualcuno si metta la mano sul cuore e aiuti noi senzatetto o, almeno, chi di noi ha più bisogno e rischia di non farcela da solo, in strada».

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