Ticino

Una cavigliera elettronica per proteggere le vittime di molestie e minacce

SwissTXT/Red

22.3.2022

Bellinzona: Conferenza stampa Diritto penale e sanzioni. Nella foto un dettaglio del braccialetto elettronico.
© Ti-Press / Pablo Gianinazzi
Immagine illustrativa/foto d'archivio.
© Ti-Press / Pablo Gianinazzi

Grazie a una cavigliera elettronica, in Ticino si potrebbe avere una sorveglianza attiva per le vittime di minacce, molestie e stalking.

SwissTXT/Red

22.3.2022

Come riportato dalla RSI, una cavigliera elettronica potrebbe proteggere meglio le vittime di minacce e molestie: la possibilità è stata data dalla Confederazione a inizio anno e il Ticino si sta preparando facendo un passo in più. Il Parlamento ticinese ne parlerà ad aprile.

È infatti prevista una sorveglianza attiva, che permette di definire delle zone di esclusione vicine alla vittima, dove l'autore non può andare, con un intervento della polizia che scatta se viene violato il perimetro. Al momento ciò non è in atto in nessun cantone svizzero, ma ad esempio la Francia applica questo controllo sugli stalker.

«La sorveglianza passiva presuppone un intervento successivo al fatto. Invece una sorveglianza attiva significa che appena scatta l’allarme intervenga subito la polizia e questa è una protezione molto più efficace per la vittima», spiega ai microfoni della RSI Giorgio Galusero, granconsigliere PLR e co-relatore commissionale.

Un pulsante d'allarme per la vittima

Il rapporto commissionale porta la firma anche di Fiorenzo Dadò (PPD) e c’è pure una mozione pendente che ipotizza un pulsante d’allarme per la vittima. L’impiego del braccialetto elettronico sarebbe però diverso da quello che il Ticino sperimentò in ambito penale tra il 1999 e il 2017.

«La sorveglianza in ambito penale si attua rispetto agli arresti domiciliari. La persona deve rimanere presso la propria abitazione e si controlla durante il giorno che questa non esca di lì. La sorveglianza in ambito civile è controllare che la persona non si rechi nei luoghi della vittima e bisogna definire delle zone di esclusione dove la persona non può andare. La richiesta è posta da parte della vittima», spiega ai microfoni della RSI Siva Steiner, responsabile dell'Ufficio assistenza riabilitativa.

Giorgio Galusero dice alla RSI come «è anche importante che si carichino poi le spese sugli autori. Magari può essere anche questo una specie di deterrente per far desistere da questi reati». La somma fissata è di 15 franchi al giorno.

In Ticino sono un'ottantina le persone che potrebbero dover indossare la cavigliera elettronica 24 ore su 24, tante quante le persone allontanate da casa nel 2021. La speranza è quella di salvare delle vite ed evitare ulteriori violenze.