Sparatoria ad Agno

Nuovi dettagli, la lite sarebbe legata a un grosso furto

Swisstxt

9.8.2022 - 20:41

Emergono nuove informazioni sulla sparatoria avvenuta domenica ad Agno, nella quale un padre ha colpito il figlio con almeno due colpi di fucile.

Immagine simbolica.
Immagine simbolica.
© Ti-Press / Elia Bianchi

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9.8.2022 - 20:41

Stando a fonti della RSI, i rapporti tra padre e figlio erano tesi anche a causa di un furto di circa 80'000 franchi, soldi che il giovane avrebbe sottratto a una parente stretta. Potrebbe essere il furto del quale il 49enne ha parlato negli interrogatori, ma è troppo presto per parlare di movente.

Resta infatti da capire se sia stato proprio questo il motivo della lite al termine della quale il padre ha esploso due colpi in direzione del figlio 22enne, ferendolo gravemente.

L'arma usata è un fucile calibro 22 a canne mozze, e l'uomo se ne è sbarazzato durante il tragitto tra Rovio, luogo dove vive, e Agno, dove è avvenuto il dramma.

Il giovane era stato trovato ferito in Via Aeroporto da un abitante che aveva sentito le sue grida e le sue richieste di aiuto, e grazie al quale è stato possibile rintracciare lo sparatore, poiché ha comunicato il numero di targa dello scooter sul quale si allontanava l'uomo.

Gli interrogatori proseguono

Il padre, lo ricordiamo, è accusato di tentato assassinio, subordinatamente di tentato omicidio. L'indagato sostiene di aver sparato accidentalmente durante un litigo, appunto, per un furto. Gli inquirenti non escludono nessuna pista.

Gli interrogatori proseguono. Sarà anche da comprendere se l'arma fosse di proprietà dell'indagato e se ne avesse altre in casa. Il possesso di un fucile calibro 22 a canne mozze non è soggetto a permessi o notifiche, se però non è stato modificato sopra a certi parametri o se non è stato comprato o ceduto da terzi.

A breve il giudice dei provvedimenti coercitivi dovrebbe confermare o meno la carcerazione del 49enne. 

La giovane vittima resta ricoverata in cure intense, in condizioni gravi, ma la sua vita non è più in pericolo. Sarà da vedere se la sua versione dei fatti corrisponde a quella del padre. L'inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Margherita Ranzillo.

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