Sparatoria ad Agno

Ritrovata l'arma con cui il padre ha ferito gravemente il figlio

Swisstxt

8.8.2022 - 20:17

Il 49enne ha ferito il giovane con un fucile calibro 22. Il ragazzo sarebbe fuori pericolo, ma resta in gravi condizioni. La RSI ha intervistato un testimone, giunto sul posto poco dopo il fatto di sangue.

Una veduta della Piazza di Rovio, paese dove risiedono i due protagonisti del fatto di sangue svoltosi domenica ad Agno.
Una veduta della Piazza di Rovio, paese dove risiedono i due protagonisti del fatto di sangue svoltosi domenica ad Agno.
© Ti-Press

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8.8.2022 - 20:17

È stata ritrovata l'arma con cui il 49enne di Rovio ha sparato al figlio 22enne domenica ad Agno.

Si tratta di un fucile calibro 22, dal quale sarebbero stati sparati due colpi, secondo il padre partiti accidentalmente.

Il giovane resta ricoverato in gravi condizioni, ma la sua vita non sarebbe più in pericolo. Si attende di poter conoscere anche la sua versione della vicenda, per far luce sul quanto accaduto.

Gli spari sarebbero il tragico epilogo di un litigio, che sarebbe scoppiato a causa di un furto, sempre secondo quanto dichiarato dal 49enne.

Le liti tra i due negli ultimi tempi sarebbero state piuttosto frequenti, secondo quanto emerso dalle dichiarazioni raccolte dalla RSI a Rovio, dove il padre è stato arrestato, dopo che la zona era stata completamente isolata dalle forze dell'ordine, grazie a un importante dispositivo d'intervento.

L'uomo, che vive in un'abitazione poco fuori dal nucleo del paese, sempre stando all'emittente di Comano, non avrebbe opposto resistenza.

«Aiuto! Mi hanno sparato!»

La RSI ad Agno ha raccolto la testimonianza di Rinaldo Caimi, ex guardia di confine, testimone oculare dei fatti, intervenuto poco dopo la sparatoria.

Ha sentito dapprima il ragazzo gridare: «Aiuto! Aiuto! Mi hanno sparato! Sono ferito» e, una volta arrivato nelle vicinanze da dove provenivano gli urli, ha visto il giovane che ha fermato un'auto di passaggio, nella quale è salito per farsi portare in ospedale.

Mentre la macchina stava facendo manovra per invertire il senso di marcia, racconta Caimi: «Ho visto un uomo che si è avvicinato con uno scooter. Ha avuto un diverbio col giovane, che ha chiamato per nome.» La portiera dell'auto sarebbe stata chiusa e aperta diverse volte mentre l'uomo dichiarava: «Non fare così, non ti ho sparato, non sono stato io». I due parlavano dialetto.

L'individuo, prosegue Caimi nel suo racconto, «se n'è poi andato e io ho memorizzato il numero di targa dello scooter. Ho chiamato subito la polizia.». E il numero di targa corrisponde a quello dello scooter del padre della vittima, trovato posteggiato vicino all'abitazione dei due a Rovio.

C'è stata premeditazione?

Il viaggio dal paese del comune di Valmara ad Agno sarà probabilmente al centro dell'inchiesta, perché se l'uomo si è spostato dal suo domicilio con la due ruote portandosi dietro l'arma potrebbe aggravarsi la sua posizione, dando forza all'ipotesi della premeditazione.

Al momento le ipotesi di reato nei confronti del 48enne sono tentato assassinio, subordinatamente tentato omicidio.

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