Inchiesta sul caso «AlpTransit Monte Ceneri», minacciato un testimone

SwissTXT

10.10.2019 - 11:19

Source: ©Ti-Press

L’uomo che ha permesso di dare il via all’inchiesta sul caso «AlpTransit Monte Ceneri», legato a presunte irregolarità nell’ambito dei lavori di posa dei binari, subisce minacce.

A denunciarlo giovedì è Unia che invita gli inquirenti ad «accelerare le indagini».

Il sindacato esprime «preoccupazione» per le conseguenze che l’uomo sta vivendo, dopo la sua denuncia a viso scoperto a Falò: turni di lavoro infiniti e ritmi infernali, buste paga taroccate, assenza di controlli sul cantiere di Camorino, tra il 2017 e il 2018.

«Poco dopo aver trovato un impiego presso un'impresa italiana è stato licenziato e oggi, a sei mesi di distanza, non ha ancora trovato un impiego" denuncia Unia, che precisa «In più subisce dal suo ex datore di lavoro in Svizzera continue pressioni: i dirigenti gli avrebbero fatto sapere, con modi più o meno cordiali, che se ritirasse la denuncia in Ticino otterrebbe un lauto compenso.»

Come se non bastasse, nelle scorse settimane è stato oggetto di vere e proprie intimidazioni da parte di sconosciuti,  denuncia infine Unia.

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