Giubiasco

Appuntamenti per i vaccini posticipati di proposito, aperta un'inchiesta

Swisstxt

28.3.2021 - 19:23

Un ex collaboratore del Centro cantonale di Giubiasco per le vaccinazioni avrebbe causato volontariamente un malfunzionamento. Lo rivela la RSI.

Giubiasco: presentazione Centro cantonale di vaccinazione Covid-19. Nella foto una veduta interna del nuovo Centro Cantoale di Vaccinazione Covid-19 con 16 postazioni attive.
© Ti-Press / Pablo Gianinazzi
Giubiasco: nessun danno per la campagna vaccinale.
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28.3.2021 - 19:23

L'inconveniente avvenuto lo scorso 3 marzo, durante l'apertura del primo centro cantonale adibito alle vaccinazioni delle persone oltre i 75 anni, non è stata una panne del sistema, ma un malfunzionamento causato intenzionalmente da un operatore.

Quel giorno erano attese 194 persone, ma fin dai primi momenti ci si è accorti di un problema informatico e che le persone invece sarebbero state 240. Alle quattro corsie pronte ne sono dunque state aggiunte altre tre e nessuno ha dovuto attendere più a lungo del previsto.

Motivi personali

L'uomo, secondo le prime informazioni della RSI, non avrebbe agito per appropriarsi di dosi ma per motivi personali, dovuti a screzi con colleghi. In sostanza aveva posticipato vari appuntamenti, creando un effetto imbuto con più persone in attesa di vaccino giunte nello stesso momento.

È stata quindi aperta un'inchiesta nei confronti dell'ex collaboratore del Centro cantonale per le vaccinazioni di Giubiasco. Le ipotesi di reato sono accesso indebito a un sistema per l’elaborazione di dati e danneggiamento di dati.

Nessun danno alla campagna vaccinale

«Appena ci siamo accorti abbiamo fatto una verifica sugli operatori», ha confermato Ryan Pedevilla, capo Sezione militare e protezione civile del Canton Ticino. L'uomo non era dipendente dell'amministrazione cantonale ma un ausiliario, con un contratto a termine. Nessun danno comunque per la campagna vaccinale, né a Giubiasco né altrove, senza ritardi né dispersioni di dosi.

«I primi accorgimenti effettuati hanno permesso di fare in modo che le persone arrivate non abbiano subito alcun disagio», ha concluso Ryan Pedevilla. L’indagine è coordinata dal procuratore Moreno Capella.

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