Svizzera

La Confederazione continuerà ad acquistare i vaccini contro il Covid

mp, ats

30.5.2022 - 19:01

Thomas Aeschi (UDC/ZG) ha tentato invano di convincere il plenum a ridurre il credito aggiuntivo per l'assicurazione contro la disoccupazione a 100 milioni. Ma la maggioranza non lo ha seguito
Keystone

La Confederazione deve poter acquistare vaccini contro il Covid anche nel 2023. Ne è convinto il Consiglio nazionale, che oggi, lunedì, ha sostenuto – con 138 voti a 54 – la prima aggiunta al preventivo 2022 proposta dal Governo, pari a 2,7 miliardi di franchi.

mp, ats

30.5.2022 - 19:01

I crediti supplementari più consistenti sono ancora destinati alla lotta contro il Covid.

Della somma complessiva, 2,4 miliardi sono infatti contabilizzati come fabbisogno finanziario eccezionale per affrontare la crisi pandemica, ha dichiarato Anna Giacometti (PLR/GR) a nome della commissione.

Dopo ampie discussioni, il plenum ha deciso di seguire in tutti i punti la linea del Consiglio federale. Particolarmente controverso è stato l'ulteriore credito per riservare e acquistare altre dosi di vaccino contro il Covid per il 2022 e il 2023. Con 111 voti contro 79, il Nazionale ha alla fine approvato il credito aggiuntivo e quello d'impegno per un importo rispettivamente di 314 e 780 milioni di franchi.

Una minoranza UDC, sostenuta da taluni parlamentari del Centro, riteneva che il numero delle dosi da comprare fosse troppo elevato e voleva che al termine dell'anno in corso si ponesse fine al finanziamento da parte della Confederazione, riducendo di conseguenza i fondi.

A sostegno del credito aggiuntivo si è espresso anche il ministro delle finanze Ueli Maurer: «il Consiglio federale è giunto alla conclusione che bisogna garantire l'acquisto dei vaccini, per poterli poi mettere a disposizione della popolazione» in caso di bisogno.

2,1 miliardi per l'assicurazione contro la disoccupazione

La Camera del popolo ha inoltre scelto, per 139 voti a 51 e 3 astenuti, di sostenere il Consiglio federale anche sul rinnovato contributo della Confederazione all'assicurazione contro la disoccupazione, pari a 2,1 miliardi di franchi. Si tratta in questo caso di finanziare i pagamenti supplementari nell'indennità per lavoro ridotto divenuti necessari a seguito di una decisione del Tribunale federale (TF).

Alcuni democentristi, guidati da Thomas Aeschi (UDC/ZG), spingevano per rendere molto più restrittiva l'erogazione di questi pagamenti retroattivi e proponevano di ridurre il credito aggiuntivo a 100 milioni di franchi.

Le minoranze UDC tentano di stralciare le risorse per l'UFSP

Altre minoranze – tutte UDC – hanno anche tentato invano di stralciare le risorse supplementari per l'Ufficio federale della sanità pubblica, i contributi più elevati destinati alla protezione della salute a alla prevenzione, il credito d'impegno per la compensazione all'estero delle emissioni di gas serra dell'Amministrazione federale nonché la compensazione di parte delle spese necessarie per alloggiare le persone in cerca di protezione provenienti dall'Ucraina nell'ambito della cooperazione bilaterale allo sviluppo (61 milioni). Ma con una maggioranza dei due terzi il plenum ha respinto tutti questi tentativi.

Per attenuare le conseguenze della pandemia, per il 2022 sono state decise finora uscite per un importo di 7,3 miliardi. Se si include la prima aggiunta, l'importo totale ammonta a 10 miliardi. Di questi, 9,1 miliardi sono attribuibili al bilancio straordinario. Negli anni 2020-2021, per affrontare la crisi causata dal coronavirus la Confederazione ha sostenuto uscite pari a circa 29 miliardi.

Il dossier relativo alla prima aggiunta al preventivo per il 2022 passa ora al Consiglio degli Stati.

mp, ats