Domande e risposte

Ondata di freddo, il raffreddore può avere varie cause

uri/mmi

14.12.2022

Le malattie respiratorie sono in aumento. (Immagine simbolica)
Le malattie respiratorie sono in aumento. (Immagine simbolica)
KEYSTONE/Gaetan Bally

I casi di Covid in Svizzera stanno calando. Ma altri tipi di raffreddore mettono sotto pressione studi medici e ospedali. Ecco le risposte alle domande più importanti.

uri/mmi

14.12.2022

Le notizie sul fronte Covid sono in qualche modo positive: martedì l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha segnalato che il numero di contagi in una settimana è calato, i ricoveri sono stabili ma sono aumentati i morti.

Ma in Svizzera e in Europa si stanno diffondendo anche altri virus, complice il freddo arrivato in questi giorni: questo sta mettendo sotto pressione ospedali e studi medici.

Quali sono gli agenti patogeni che preoccupano?

L'UFSP ha recentemente segnalato un altro aumento dei casi di influenza, ma ha riferito anche che l'ondata, finora, assomiglia a quelle degli anni passati.

I campioni del Centro Nazionale di Riferimento per l'Influenza hanno mostrato che in questo momento i rinovirus sono molto rappresentati. Sono i virus più comuni nell'uomo e, in tempi normali, anche la causa più diffusa del raffreddore, almeno nel 50% dei casi.

A questi si aggiunge il virus respiratorio sinciziale, noto anche come RS o RSV. Da settimane sta aumentando in Europa e in Svizzera. Può essere pericoloso soprattutto per i bimbi piccoli e per i neonati: per questo gli ospedali pediatrici svizzeri da metà novembre sono sotto pressione.

Qual è il parere degli esperti?

Con l'ondata di RSV e di influenza in Europa, i principali esperti sanitari hanno già invitato i gruppi a rischio a vaccinarsi contro l'influenza e contro il Covid. Gli agenti patogeni, insieme, rappresentano una minaccia per le persone e per il sistema sanitario.

«Questo sottolinea quanto è importante che i gruppi vulnerabili si vaccinino contro l'influenza e il Covid, e che tutti proteggano se stessi e gli altri dall'infezione», si legge in una dichiarazione congiunta rilasciata il 1° dicembre dal Commissario europeo per la salute Stella Kyriakides, dal direttore regionale dell'OMS Hans Kluge e dal direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) Andrea Ammon.

Con questo mix di malattie respiratorie come sfondo è difficile prevedere come potrebbe evolvere la situazione in inverno. Gli esperti hanno quindi esortato i Paesi europei a rafforzare i programmi di vaccinazione e le misure preventive: «Non lo ripeteremo mai abbastanza: le vaccinazioni salvano la vita».

Hanno inoltre comunicato che ogni individuo può contribuire a ridurre la diffusione delle infezioni lavando le mani, usando la mascherina e mantenendo le distanze. 

Come si distinguono i sintomi?

Le malattie sopra menzionate colpiscono per lo più le vie respiratorie e i sintomi sono quindi molto simili. Per i non addetti ai lavori sono difficili da distinguere. Secondo la «Deutsche Apotheker Zeitung», le infezioni da influenza, RSV e Covid hanno in comune tosse, febbre, stanchezza, mal di gola, mal di testa, dolori agli arti e raffreddore.

Secondo la rivista, però, alcuni aspetti permettono di distinguere le infezioni.

Il decorso dell'influenza spesso è rapido, motivo per cui ci si sente improvvisamente «molto male», mentre con il Covid lo stato di salute si deteriora più lentamente e nell'arco di diversi giorni.

La malattia da RSV, invece, inizia solitamente con raffreddore e febbre. In alcuni bambini può essere seguita da tosse e respiro affannoso.

Inoltre, con il Covid a volte si perdono il gusto e l'olfatto, fenomeno che non si verifica in caso di influenza e RSV. Le malattie si differenziano anche per il periodo di incubazione.

Si ritiene che con le varianti di Omicron, attualmente prevalenti, il periodo di incubazione sia in media di tre giorni. Per l'influenza è di uno o due giorni, per l'RSV di cinque giorni.

Solo test specifici, però, permettono di determinare con sicurezza di quale malattia si tratti.

Perché ci sono così tante persone malate?

Secondo gli esperti, il motivo principale per cui al momento ci sono tante persone malate è che fuori è freddo e umido. Un ambiente in cui gli agenti patogeni si sentono a casa, ha dichiarato di recente alla rivista tedesca «Der Spiegel» Reinhold Förster, direttore dell'Istituto di Immunologia della Hannover Medical School.

Gli scienziati stanno ancora speculando sul perché ci siano così tanti raffreddori; il problema è complesso e gli studi epidemiologici sono ancora rari.

Si presume che nei due anni di pandemia, a causa delle misure adottate contro il Covid, sia circolato un numero minore di virus, ha dichiarato a «SRF» il pediatra e infettivologo Christoph Berger dell'Ospedale pediatrico di Zurigo. «Abbiamo avuto meno infezioni da influenza e anche meno RSV», ha detto.

Ora questi virus circolano di nuovo liberamente. Nel caso dell'RSV, ad esempio, significa una minore immunità nei confronti dell'agente patogeno: «Ecco perché anche i bambini più grandi, e non solo i neonati, si ammalano».

Secondo la dottoressa di base Rakel Kaiser-Diogo, del centro sanitario Humanum di Uster, le persone sono anche più suscettibili alle malattie virali: «Il nostro sistema immunitario è stato condizionato dalla pandemia di Covid e dalle misure adottate, come il fatto di aver portato le mascherine».

La dottoressa osserva che le persone sono anche diventate più prudenti. Ma secondo Kaiser-Diogo non c'è alcuna prova statistica che quest'anno ci siano più raffreddori del solito.

Come ci si può proteggere?

Prima le cattive notizie: l'influenza e altri virus possono colpire chiunque. Ma la buona notizia è che, con la pazienza e con il riposo a letto, l'influenza passa da sola nella maggior parte dei casi.

I medici consigliano di rafforzare il sistema immunitario come misura preventiva. Lo si può fare uscendo regolarmente all'aria aperta, evitando lo stress, dormendo a sufficienza e assumendo una quantità sufficiente di vitamine e sostanze nutritive.

L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e i servizi sanitari cantonali raccomandano la vaccinazione antinfluenzale annuale per le persone a rischio, ossia chi ha più di 65 anni, le donne in gravidanza e adulti e bambini con malattie croniche.

Non esiste una vaccinazione contro l'RSV. Il virus è particolarmente diffuso tra i neonati e i bambini piccoli ma, secondo l'UFSP, un'infezione non lascia un'immunità duratura. Significa che qualsiasi persona di qualsiasi età può infettarsi di nuovo in qualsiasi momento.

L'unica misura preventiva è quindi quella di proteggere i piccoli dalla tosse e dalla febbre.