Profughi ucraini

Zurigo: «Berna ha messo sottosopra il sistema»

nw, ats

13.4.2022 - 14:02

A Zurigo non piace la gestione dei profughi ucraini organizzata dalla Confederazione. Immagine d'archivio.
Keystone

La Città di Zurigo critica la Confederazione per la gestione della ripartizione dei profughi ucraini presso privati volontari.

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13.4.2022 - 14:02

Secondo il responsabile cittadino della socialità, le autorità federali hanno messo sottosopra le competenze in materia, proprio durante «la più importante crisi di rifugiati del secolo». Per questo motivo gli aiuti si fanno attendere.

Normalmente, la Confederazione è la prima responsabile nel settore. Seguono i Cantoni, che ripartiscono i profughi nei comuni, ha ricordato Raphael Golta (PS) in un'intervista pubblicata oggi dal «Tages-Anzeiger».

Questa volta la Berna federale ha però organizzato direttamente alloggi presso privati, fra gli altri luoghi anche a Zurigo. «Non sappiamo niente di loro e loro non sanno niente di noi», ha spiegato il capo del dicastero zurighese della socialità. Sul piano degli aiuti si crea quindi un vuoto.

La città sulla Limmat vuole sostenere finanziariamente i profughi ucraini «il prima possibile e in maniera non burocratica», anche se non hanno ancora ricevuto lo statuto S. «Serve però prima che si annuncino», ha sottolineato.

Alloggi in famiglia non ideali

Secondo il municipale, il concetto delle famiglie di accoglienza non è appropriato come prima forma di alloggio quando si è di fronte a un numero di rifugiati così elevato. Soluzioni di questo tipo devono essere ben studiate per funzionare nel lungo periodo.

Tutte queste verifiche e analisi devono essere fatte alla fine del processo d'accoglienza, ha proseguito Golta. La Confederazione avrebbe quindi dovuto aumentare le proprie capacità di accoglienza più rapidamente.

Attualmente a Zurigo un migliaio di ucraini vive presso privati e la cifra potrebbe arrivare a 1500. «Abbiamo già più profughi di quanto preveda il nostro contingente», ha evidenziato il municipale. La città cerca quindi soluzioni presso cooperative. Nel peggiore dei casi, verrà fatto ricorso ai rifugi della protezione civile o ad alloggi costruiti con container, come viene fatto a Berna.

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