Caffè versus matcha: qual è la fonte di energia migliore?

CoverMedia

6.8.2020 - 16:08

A woman is drinking matcha, powdered Japanese green tea, Germany, city of Seesen, 11. February 2019. Photo: Frank May (model released) Where: Seesen, Niedersachsen, Germany When: 11 Feb 2019 Credit: Frank May/picture-alliance/Cover Images
Source: Frank May/picture-alliance/Cover

Ecco i benefici di questa umile polvere ricavata dalle foglie del tè verde.

Non esiste solo la caffeina del caffè. Gli appassionati di fitness e salute apprezzano anche il matcha, per l’istantanea carica di energia che offre a chi lo consuma.

E se il caffè non ha bisogno di introduzioni, non si può dire lo stesso del matcha, dato che non tutti sanno cos’è o da dove arriva. Ecco alcune informazioni basilari.

Il matcha proviene dal Giappone ed è ricavato dalla macinazione delle foglie di tè verde coltivato in condizioni particolari.

Il matcha è letteralmente un concentrato di energie: una tazza equivale infatti a circa 10 tazze di tè verde normale.

Ce ne parla Natalia Vilas Boas, esperta del brand Enso Matcha.

«Se confrontiamo la quantità di caffeina nel matcha e nel caffè, il matcha contiene circa 70mg di caffeina per tazza, mentre il caffè circa 96mg. Generalmente il matcha contiene il 30 o il 50% in meno della caffeina di un caffè».

Ma non conta solo la quantità di caffeina assunta, bensì il modo in cui il nostro organismo reagisce ad essa.

«Il caffè viene assorbito molto in fretta, dandoci un picco di energie improvviso», continua la specialista. «Ecco perché spesso possiamo sentire un aumento della frequenza cardiaca, soprattutto se siamo sensibili alla caffeina. Il matcha invece contiene teanina, una sostanza che aiuta il corpo ad assorbire la caffeina molto più lentamente. Il risultato è un aumento graduale ma percepibile del livello di energie».

Caffè e matcha sono, in definitiva, due preziose fonti di energia, ma l’energia data dal matcha dura decisamente più a lungo.

«Quando beviamo il matcha, il nostro organismo assorbe la caffeina in un modo diverso, che previene tanti degli effetti collaterali tipicamente associati al caffè», continua Natalia. «I monaci buddisti bevono matcha da secoli proprio per questa ragione: sono in grado di restare rilassati, energici e allerta, senza l’intensità associata ad altre bevande contenenti caffeina».

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