Collaborazione invece di concorrenza: Joint Audit Cooperation

Andreas Harker

12.8.2020 - 09:42

Swisscom s’impegna per garantire condizioni di lavoro eque lungo le sue catene di fornitura.
Keystone

Da anni Swisscom s’impegna affinché i prodotti vengano fabbricati in modo sostenibile. Dal 2011 sta rafforzando questo impegno in collaborazione con altre aziende di telecomunicazioni operanti in tutto il mondo e con la Joint Audit Cooperation JAC.

Impianti fotovoltaici, riciclaggio di telefoni cellulari o passaggio alla mobilità elettrica: sono tutte importanti iniziative di Swisscom per la sostenibilità, ma mostrano solo la punta del proverbiale iceberg.

La vera sostenibilità va molto più in profondità: trasparenza, garanzia della qualità e condizioni di lavoro eque in tutta la catena di fornitura hanno conseguenze di vasta portata, ma sono difficili da comprendere. Come può essere garantita continuamente la Corporate Responsibility?

La Joint Audit Cooperation JAC fa esattamente questo. L’iniziativa è stata creata nel 2010 e Swisscom è coinvolta dal 2011. Lo scopo è garantire l’attuazione a lungo termine della responsabilità sociale ed ecologica nei centri di produzione di importanti fornitori di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT).

Oggi 17 operatori di telecomunicazioni di 15 Paesi fanno parte dell’iniziativa JAC. I membri della JAC collaborano tra di loro mettendo da parte la concorrenza e insieme assicurano che i fornitori rispettino le disposizioni sulla sostenibilità.

Insieme per una catena di fornitura equa

Poter contare su un’infrastruttura energicamente efficiente è già un’ottima cosa, ma è ancora meglio se anche la produzione e la fornitura dei dispositivi sono avvenute nel modo più equo ed ecologico possibile. Swisscom attribuisce grande importanza a un partenariato equo ed efficiente con fornitori che condividono gli stessi obiettivi sociali ed ecologici e valori fondamentali come i diritti umani o le questioni ambientali. Insieme ai suoi partner, Swisscom mira entro il 2025 a migliorare costantemente le condizioni di lavoro nella catena di fornitura. Questo obiettivo può essere raggiunto solo puntando sulla collaborazione invece della concorrenza: mediante audit internazionali, la JAC identifica gli impatti sociali o ambientali negativi e li affronta adottando misure appropriate.

Le condizioni di lavoro eque e le questioni ambientali sono al centro dell’attenzione.
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Audit rigorosi in loco

Nell’ambito della collaborazione con la JAC, nel 2019 Swisscom ha effettuato audit presso le fabbriche e i luoghi di lavoro di 300 000 persone e ha verificato il rispetto delle direttive. Questi audit si concentrano su aspetti sociali come l’orario di lavoro, il lavoro minorile o forzato, la discriminazione, la sicurezza e la salute, l’etica e la lotta alla corruzione. Ma vengono verificati anche gli aspetti ambientali e l’ecologia dei prodotti. Aziende specializzate effettuano gli audit in loco. Le fabbriche sono accuratamente selezionate, di solito in base alla valutazione dei rischi e alle categorie dei prodotti. I controlli sono annunciati e durano da uno a tre giorni, a seconda delle dimensioni della fabbrica. Un rapporto finale elenca accuratamente le vulnerabilità identificate e descrive quali misure e miglioramenti sono necessari ed entro quanto tempo.

Gli audit controllano le condizioni di lavoro in tutta la catena di fornitura.
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Rafforzare invece di punire

«La nostra attenzione è rivolta ai fornitori e alle fabbriche dei prodotti commerciali come telefoni cellulari, TV box o router. Ma naturalmente controlliamo anche la catena di fornitura dell’infrastruttura di rete», spiega Andreas Harker, Head of Sustainable Procurement di Swisscom.

Dal momento che l’iniziativa JAC è sostenuta da 17 aziende di telecomunicazioni di tutto il mondo, le imprese prendono molto sul serio gli audit. «Le fabbriche devono eliminare i difetti rilevati e documentare tutto», continua Andreas Harker. Ai fini della sostenibilità, non è importante punire, ma rafforzare: «La JAC mira a migliorare e sviluppare ulteriormente i suoi fornitori. Un risultato di audit negativo non comporta di solito la conclusione del rapporto con il fornitore.» Oltre a consulenze mirate, la JAC Academy appositamente istituita supporta anche produttori e fornitori con moduli di formazione basati sul principio «Train the Trainer».

La JAC rafforza fornitori e produttori tramite formazioni mirate.
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Tecnologie rispettose del clima

Oltre alla catena di fornitura, la JAC si concentra sull’economia circolare e sulla protezione del clima. Secondo KPMG, l’industria ICT è responsabile di circa il 4% delle emissioni annuali di gas serra in tutto il mondo. Utilizzando tecnologie sostenibili, i fornitori di telecomunicazioni potrebbero evitare fino al 40% di queste emissioni, e non solo nel loro ambito di attività, ma anche in tutti i settori industriali in cui sono coinvolti. Una grande responsabilità che anche Swisscom si assume, tra l’altro con l’iniziativa Work Smart, l’IoT Climate Award o una scelta sempre più vasta di offerte sostenibili per clienti privati e aziendali.

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Andreas Harker è responsabile per la catena di fornitura, il risk management e i partenariati internazionali.
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