Dieta a base di fibre: riduce il rischio di preeclampsia

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17.7.2019 - 16:10

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Gali esperti consigliano alle donne incinte di prevenire attraverso l’alimentazione alcune potenziali allergie e malattie autoimmuni del bambino.

Una dieta ricca di fibre contribuisce a ridurre il rischio di preeclampsia nelle future mamme. Lo riportano i ricercatori delle Università di Sydney, Charles Perkins Centre, Barwon Infant Study di Deakin University, Monash University, James Cook University e la Australian National University, che hanno collaborato per un nuovo studio sull’impatto dell’alimentazione delle donne in dolce attesa sulla salute del feto e quella futura del bambino.

Secondo i risultati, un più basso livello di acetato, sostanza prodotta come conseguenza della disgregazione delle fibre da parte dei batteri nell’intestino – è maggiormente associato ad una condizione di preeclampsia. Si tratta di una sindrome caratterizzata dalla presenza, singola o combinata, di segni clinici come edema (accumulo di liquido), proteinuria (proteine nell’urina) o ipertensione (pressione alta).

«L’insieme dei batteri nell’intestino delle donne incinte sembra essere cruciale nella promozione di una gravidanza sana», ha dichiarato il leader della ricerca professor Ralph Nanan. «Bisogna mangiare cibi reali, soprattutto verdure, e non esagerare con le porzioni».

La preeclampsia si manifesta nel 10% delle gravidanze. Vi sono prove scientifiche che indicano che tale condizione può influire nello sviluppo del sistema immunitario del feto quando ancora si trova nel grembo materno, e può contribuire all’aumento del rischio di allergie e malattie autoimmuni del bimbo più avanti nella vita.

I ricercatori hanno rilevato anche che nelle gravidanze con preeclampsia i feti avevano un timo – organo del sistema immunitario – più piccolo rispetto a quello dei bambini provenienti da gravidanze sane. I linfociti T, cellule generate dal questo organo, sono specialmente associati alla prevenzione di allergie.

La ricerca è stata pubblicata nella rivista scientifica Nature Communications.

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