Studio JAMES sull’utilizzo dei media

Il sondaggio conferma: i giovani proteggono i propri dati

blog sostenibilità, Michael In Albon

13.11.2018

Lo studio JAMES esamina l’utilizzo dei media da parte dei giovani svizzeri. Dai risultati emerge che gli interpellati diffondono pubblicamente poche informazioni personali sui social media.
KEYSTONE Christian Beutler

Instagram, WhatsApp e Snapchat – i social media sono un mezzo di comunicazione irrinunciabile per la maggior parte dei giovani. Ma come gestiscono la loro sfera privata? Le risposte in uno studio.

Non tutti i post e le immagini devono essere accessibili a tutti sulle piattaforme dei social media, in particolare non al futuro datore di lavoro. Una volta condivise pubblicamente su un social tuttavia, queste immagini sono difficilmente eliminabili. È un’ovvietà, si potrebbe pensare. Ma i giovani sono davvero consapevoli dei rischi che comporta la diffusione dei propri dati nel web?

Like anziché post

A questa domanda risponde il recente studio JAMES. I risultati fanno ben sperare: sembra che in generale i giovani tendano ad essere meno presenti negli spazi semi-pubblici di social media quali WhatsApp e Snapchat. Nelle reti social i giovani sono prudenti e diffondono pubblicamente poche informazioni su di sé. Principalmente guardano foto, video o testi di altri e mettono dei like. Diffuso anche l’invio di messaggi personali nelle reti. Meno di metà dei giovani interpellati invece posta regolarmente dei contributi.

Quando si pubblicano dei post si tratta perlopiù di contributi temporanei, come ad esempio snap su Snapchat o storie su Instagram, che possono essere visualizzati una sola volta o scompaiono dopo 24 ore. I contributi destinati a un pubblico selezionato sono più diffusi di quelli visibili a tutti.

Protezione della sfera privata

Per quanto riguarda la sfera privata il 72 per cento di tutti i giovani dichiara di proteggerla. Il 31 per cento si preoccupa della visibilità delle informazioni personali. La protezione della sfera privata aumenta con il passare dell’età e secondo lo studio è diversa in base al sesso: le ragazze sono più attente alla propria sfera privata e si preoccupano maggiormente della visibilità delle informazioni personali.

La comunicazione attraverso i media digitali rimane una forte esigenza dei giovani. Va detto tuttavia che solitamente sono piuttosto attenti a ciò che deve diventare pubblico e ciò che invece deve rimanere privato. Gran parte dei giovani quindi gestisce in modo assolutamente consapevole i propri dati. Per promuovere la competenza mediatica dei giovani è comunque sempre importante il ruolo dei genitori e della scuola. Lo studio rassicura sul fatto che i giovani sono consapevoli e adottano comportamenti adeguati sui media.

Tutti gli altri risultati dello studio sono consultabili qui.

Studio JAMES – sondaggio svizzero

JAMES è l’acronimo di «Jugend, Aktivitäten, Medien – Erhebung Schweiz» («Giovani, attività, media – sondaggio svizzero». Dal 2010 questo sondaggio viene svolto ogni due anni dall’Università di Scienze Applicate di Zurigo in collaborazione con Swisscom. L’obiettivo è ricavare dati scientifici affidabili circa l’utilizzo dei media da parte dei giovani, destinati alle autorità, agli specialisti e alle persone interessate.

Quest’anno sono stati interpellati in forma scritta fino a 1200 giovani di età compresa fra 12 e 19 anni nelle tre principali regioni linguistiche svizzere. Il sondaggio si è concentrato sull’uso dei diversi media. Per quanto riguarda i social media l’interesse si è focalizzato in particolare sulla gestione della sfera privata.

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Michael In Albon è incaricato alla tutela dei giovani dai media ed esperto in competenza mediatica in Swisscom.
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