Le persone estroverse godono di un livello di salute migliore

CoverMedia

26.9.2019 - 16:08

Students laughing as they walk together on campus When: 02 Dec 2017 Credit: F. Cirou / PhotoAlto / Cover Images When: 02 Dec 2017 Credit: F. Cirou / PhotoAlto / Cover Ima **Only for use by WENN CPS**
Source: F. Cirou / PhotoAlto / Cover Ima

Secondo un nuovo studio, assumere un comportamento aperto, deciso ed amichevole per una settimana è in grado di renderci più felici.

Introversi, attenzione: cambiare registro anche solo per 7 giorni, può far schizzare alle stelle il nostro livello di benessere generale, oltre che il nostro stato d’animo. Lo assicurano gli scienziati della University of California, Riverside, USA, dopo l’esperimento che ha coinvolto 123 individui in uno studio incentrato sulle differenze tra il comportamento introverso ed estroverso, e l’impatto di entrambi nelle condizioni di benessere generale degli individui.

«I nostri risultati indicano che cambiare comportamento in ambito sociale può essere un obiettivo raggiungibile per tantissime persone, e che comportarsi in modo estroverso aiuta a migliorare il loro benessere generale», ha dichiarato la psicologa co-autrice dello studio Sonja Lyubomirsky.

I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: Act Introvert e Act Extravert, e dovevano comportarsi come il gruppo di appartenenza suggeriva. Gli Act Extravert dovevano chiacchierare il più possibile, cercare di essere spontanei e risoluti, mentre gli Introvert dovevano essere il più possibile taciturni e riservati. Alla fine dei 7 giorni, i partecipanti dovevano scambiare gruppo – e comportamento – per un’altra settimana.

«L’esperimento dimostra che questa manipolazione, al fine di enfatizzare un comportamento estroverso, migliora sostanzialmente il benessere dell’individuo», continua la dottoressa Lyubomirsky. «Manipolare il comportamento tipico della nostra personalità anche solo per una settimana può essere più positivo di quando sperato, e gli effetti di ciò possono essere sorprendentemente potenti».

La ricerca è stata pubblicata per intero nella rivista scientifica Journal of Experimental Psychology: General.

Tornare alla home page

CoverMedia