Paracetamolo in gravidanza: problemi di fertilità per le femmine

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18.1.2018 - 16:10

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Secondo una nuova ricerca, assumere questo farmaco durante i nove mesi di dolce attesa può avere un impatto negativo sulla salute futura delle bambine.

Il paracetamolo è un medicinale comunissimo, impiegato a livello globale per il sollievo di dolori muscolari, delle ossa, e per trattare i sintomi dell’influenza, tra le altre cose. Ma assunto in gravidanza potrebbe causare dei problemi di fertilità, non nelle madri, bensì nella prole; per l’esattezza nelle figlie femmine. Lo riporta una ricerca condotta presso la Copenhagen University Hospital, in Danimarca, basata su un esperimento effettuato sui ratti.

Il team di ricerca, capitanato dal dottor David Kristensen, ha somministrato al gruppo di roditori femmina un livello di paracetamolo equivalente ad una normale dose negli esseri umani, notando che, dopo il parto, le loro figlie femmine possedevano meno ovuli delle altre.

«Anche se l’impatto sulla fertilità non è estremamente forte, la preoccupazione attorno alla questione è comunque reale», ha dichiarato il dottor David Kristensen. «Gli esemplari femmina producevano meno ovuli ed avevano dunque una minore possibilità di riprodursi, in particolare ad un’età non più giovanissima».

Secondo gli scienziati vi sono molte analogie nello sviluppo del sistema di riproduzione negli umani e nei ratti, ma i risultati dello studio devono ancora essere comprovati nei primi. Anche se, dimostrare il legame tra l’assunzione di paracetamolo e i problemi di fertilità così avanti nella vita di una figlia, presenta qualche difficoltà dal punto di vista empirico.

«Da scienziati, noi non siamo nella posizione di dare raccomandazioni mediche, ma invitiamo le donne incinte a consultare il proprio medico o uno specialista per avere un consiglio al riguardo», ha concluso il dottor Kristensen.

La ricerca è stata pubblicata nella rivista scientifica Endocrine Connections.

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