Pesto: più salato dell’acqua di mare

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11.10.2017 - 16:11

Garlic mustard, Hedge Garlic, Jack-by-the-Hedge (Alliaria petiolata), pesto is made from Hedge Garlic When: 20 Apr 2016 When: 20 Apr 2016 **Only for use by WENN CPS**
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(Cover) - IT Fitness & Wellbeing - La maggior parte di noi è consapevole che le salse, gli alimenti preconfezionati e i prodotti surgelati sono tutt’altro che salutari, almeno rispetto a quelli freschi. Ma non solo per il loro elevato contenuto di grassi e zuccheri, anche per l’eccessiva quantità di sale impiegata nelle loro ricette.

Una ricerca effettuata nel Regno Unito dal Consensus Action on Salt and Health (CASH), ha analizzato il contenuto di sale di due salse al pesto della Saclà, statisticamente le più vendute in Italia: Organic Vegetarian Pesto No.5 Basil e Italia Pesto No.1 Classic al basilico.

Secondo CASH, entrambe le salse contengono un allarmante contenuto di sale, pari a 3.30 grammi per 100 grammi di prodotto, circa 2.5 volte la quantità di sale delle noccioline americane, ovvero il 30% in più rispetto all’acqua salata del mare.

«La cosa più preoccupante è che il livello di sale in entrambe le salse è aumentato dall’ultima volta che sono state analizzate, nel 2009, e ora contengono 1.5 grammi di sale per porzione, più di un hamburger della McDonald’s!», spiegano i ricercatori in uno statement.

Anche il brand Napolina con il suo Pesto verde al basilico, Gino D'Acampo con Pesto alla Genovese e Truly Italian con Genovese Basil Pesto sono finiti nel laboratorio della FSA e considerati nocivi per l’eccessivo contenuto di sale.

Ne contengono un livello accettabile, invece, le salse al pesto di Tesco Reduced Fat Red Pesto, la Specially Selected Italian Pesto Genovese di Aldi e quella di Jamie Oliver, Green Pesto.

«Il sale è un killer che spesso viene sottovalutato, ma contribuisce ad aumentare la pressione sanguigna e causa ogni anno migliaia di ictus e infarti che potrebbero essere evitati», ha dichiarato Sonia Pombo, nutrizionista di CASH.

«La riduzione di sale è in assoluto la più efficace misura preventiva in ambito sanitario, eppure la maggior parte dei produttori alimentari non si decide. La nostra statistica indica che ridurre il sale nei prodotti è possibile, dunque perché una delle più grandi aziende non può fare altrettanto?».

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