Post-coronavirus: facciamo un reset emotivo

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26.6.2020 - 16:09

Portrait of young woman standing in front of wooden door When: 30 Aug 2016 Credit: Michela Ravasio/Westend61/Cover Images
Source: Michela Ravasio/Westend61/Cover

Il lockdown degli ultimi mesi rappresenta una fase importante delle nostre vite. Ma è ora di ricominciare.

All’epoca del Covid-19 le nostre priorità sono cambiate, le cose che prima era più importanti sono state sostituite con altre, e abbiamo iniziato a vedere tutto con occhi diversi, spesso andando più in profondità.

Per aiutarci a superare questa strana ed intensa fase, abbiamo chiesto un consiglio alla dottoressa Antonia Harman, esperta in eventi traumatici presso la clinica Divine Empowerment.

«Ora che stiamo uscendo dal lockdown, dobbiamo davvero sentirci grati», dice la specialista. «Pensiamo al perché, prima, davamo per scontato qualcosa che in realtà è un privilegio. Concentriamoci sulla fortuna che abbiamo a possedere tante cose. Cerchiamo di capire chi ci è mancato e chi pensavamo ci sarebbe mancato e invece no. Passiamo il nostro tempo con le persone che ci sono mancate e magari dedichiamo meno tempo a quelle con cui abbiamo capito di avere meno cose in comune di quanto pensassimo».

La maggior parte di noi considerano il 2020 come un cattivo anno, ma secondo la dottoressa non dev'essere per forza così.

«Si è trattato di un momento meraviglioso per riflettere ed imparare tanto di noi stessi», continua. «Abbiamo davvero avuto la possibilità di capire cosa funziona e cosa no… Forse eravamo troppo occupati, con gli impegni sociali, i corsi, le lezioni dei bambini, ogni minuto della giornata dedicato a fare qualcosa. Come ci ha fatto sentire rallentare? Forse un passo di vita più lento può giovarci? In questa società abbiamo la convinzione che bisogni sempre essere occupati, ma ciò di cui abbiamo davvero bisogno è vivere nel momento presente. Ed essere sempre occupati spesso ci fa uscire dal momento presente. Ora ci sentiamo più presenti? Più felici con noi stessi? Se sì, continuiamo così. Non c'è più la fretta di una volta».

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