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Respiriamo con il naso per migliorare la memoria

CoverMedia

7.11.2018 - 16:10

Source: Covermedia

Un nuovo studio indica che ricordiamo più dettagli se inaliamo ed esaliamo attraverso le narici.

La maggior parte di noi non fa caso alla respirazione, o almeno non quanto dovrebbe. Secondo una recente ricerca, infatti, tra l’atto di respirare dal naso e quello di respirare dalla bocca vi sarebbe una differenza enorme, non solo dal punto di vista fisiologico, ma anche a livello cerebrale.

Un team dell’università svedese Karolinska Institutet ha esplorato il fenomeno per la prima volta sull’uomo (dato che in laboratorio la maggior parte delle cavie, come topi e ratti, non era in grado di respirare naturalmente dalla bocca), scoprendo che inalare ed esalare attraverso le narici può incrementare le capacità legate alla memoria.

«Il nostro studio dimostra che possiamo ricordare meglio gli odori se respiriamo dal naso, quando il ricordo viene consolidato – processo che avviene tra l’apprendimento e il recupero del ricordo», ha spiegato dottor Artin Arshamian, leader dello studio.

Ai partecipanti è stato chiedo di annusare 12 odori diversi in due occasioni separate; dopodiché, dovevano respirare o dal naso o dalla bocca per un’ora. A questo punto il team ha riproposto loro gli stessi 12 odori, aggiungendone 12 nuovi, e chiesto ad ognuno dei partecipanti di ricordare se appartenessero al primo o al secondo insieme. Dalle risposte dei volontari, risulta che le persone che avevano respirato con il naso dopo il primo round di aromi, erano in grado di ricordare meglio.

«Il prossimo passo è misurare ciò che accade nel cervello durante la respirazione e il modo in cui ciò è collegato alla memoria», ha aggiunto il professore. «Questo è stato finora impossibile perché gli elettrodi dovevano essere inseriti direttamente nel cervello. Ora siamo riusciti ad aggirare il problema e stiamo sviluppando, insieme alla mia collega Johan Lundstrom, un nuovo modo di misurare l’attività nel bulbo olfattorio e nel cervello senza il bisogno di inserire gli elettrodi».

L’idea che la respirazione influenzi il nostro comportamento non è nuova, come precisano i ricercatori.

«Questa consapevolezza esiste da migliaia di anni, già nel campo della meditazione. Ma nessuno è mai riuscito a provare scientificamente ciò che realmente accade nel cervello. Ora invece abbiamo i mezzi per arrivare a questa conoscenza dal punto di vista clinico».

La ricerca è stata pubblicata nella rivista scientifica The Journal of Neuroscience.

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