Stereotipi sull’invecchiamento: le preoccupazioni dei giovani in una nuova ricerca

Covermedia

29.9.2021 - 16:10

North Carolina State University

La nostra percezione degli anni può cambiare da un giorno all’altro: interessanti i dati di una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Psychology and Aging.

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29.9.2021 - 16:10

Quanti anni sentiamo di avere? Quanti realmente ne abbiamo e a che età vorremmo arrivare? Su questi tre quesiti si è basata una nuova e innovativa ricerca psicologica, che dimostra che la nostra percezione degli anni può cambiare persino da un giorno all’altro.

La discordanza soggettiva dell’età (Subjective age discordance – SAD) rappresenta esattamente la differenza tra quanto «vecchi» ci si sente e quanto vecchi si aspira a diventare.

Il SAD si calcola partendo dagli anni che sentiamo di avere; a questa cifra vanno sottratti gli anni che vorremmo vivere e infine il risultato va diviso con gli anni che realmente abbiamo.

I ricercatori hanno chiesto ai partecipanti di compilare un questionario online per otto giorni consecutivi, chiedendo loro l’età che si sentivano, la loro età ideale, i loro stati d’animo postivi o negativi. Veniva chiesto anche di riferire alcuni tra i più comuni problemi di salute, tra cui raffreddore e dolore alla schiena.

Shevaun Neupert, coautore dello studio e professore di psicologia alla North Carolina State University, ha dichiarato che lo scopo della ricerca consisteva nello stabilire se realmente il SAD potesse valutare i cambiamenti quotidiani nelle nostre opinioni sull'invecchiamento e l’influenza dello stesso sul benessere e sulla salute fisica.

«Abbiamo scoperto che sia gli anziani che i giovani hanno sperimentato il SAD», ha commentato Neupert. «Era più pronunciato negli anziani, il che ci può stare. Tuttavia, fluttuava di più di giorno in giorno nei giovani adulti, il che è stato interessante».

Ulteriori dati hanno dimostrato che le persone avevamo stati d'animo più positivi nei giorni in cui l'età che sentivano di avere era più vicina alla loro età ideale, mentre le persone con più problemi di salute hanno ottenuto punteggi SAD più alti.

La ricerca, intitolata «Daily Experiences of Subjective Age Discordance and Well-Being», è stata pubblicata sulla rivista Psychology and Aging.

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