Siccità

Perché la benzina costa così cara?

uri

14.11.2018

Il Reno non rappresenta più un percorso praticabile, a causa della persistente siccità (immagine d'archivio).
Keystone

Benché il prezzo del greggio sia di nuovo sceso, gli svizzeri continuano a dover sborsare parecchio denaro alla pompa. E la principale responsabile è la siccità degli ultimi mesi. 

In tempi normali, gli automobilisti avrebbero potuto aspettarsi una fluttuazione dei prezzi di benzina, diesel e nafta, in funzione dell'andamento del petrolio e del dollaro. Tuttavia, nel corso dei questo autunno, non si è potuto approfittare dei cali registrati sui mercati.

Nel prossimo futuro, i prezzi dei carburanti dovrebbero rimanere relativamete alti. La responsabile è la siccità, che non cessa di far scendere i livelli idrici dei fiumi - e in particolare quello del Reno - dalla primavera.

Il settore delle importazioni di carburanti sotto pressione

«La situazione è tesa nel settore delle importazioni di carburanti», ha dichiarato David Suchet, responsabile della comunicazione dell'Unione petrolifera svizzera a «Bluewin». Dal momento che il Reno risulta quasi a secco, la catena dei trasporti risulta fortemente perturbata: dalla metà di ottobre, le navi-cisterna riescono a far arrivare, quando il livello di acqua è sufficientemente elevato, solo la metà della benzina e del gasolio che riuscivano a veicolare normalmente.

Il Reno è infatti essenziale nel processo di approvvigionamento di carburante per la Svizzera, spiega David Suchet. Occorre sapere che «il 50 per cento di quanto importato in Svizzera, arriva attraverso tale fiume». Ovvero i due terzi del diesel e un quarto della benzina in arrivo nel nostro Paese. 

Una grossa petroliera può trasportare circa 2.000 tonnellate di carburante, il che corrisponde al contenuto di 80-100 camion-cisterna. Il blocco dei trasporti via nave non può ad oggi essere compensato dai trasporti stradali o ferroviari, poiché si tratta di una soluzione costosa e complessa, in ragione della mancanza di mezzi.

Nessun rischio di penurie

«I costi del trasporto sul Reno sono considerevolmente aumentati, il che spiega perché il prezzo alla pompa resta elevato», precisa David Suchet. Eppure, il greggio «non è mai stato così a buon mercato dalla scorsa metà di agosto». Dalla metà di ottobre, il prezzo è sceso poi «da 85 agli attuali 71 dollari al barile».

È molto probabile che il costo dei carburanti possa scendere soltanto in caso di piogge abbondanti, poiché il livello idrico dei fiumi sale molto lentamente. Finché ci saranno problemi nella catena di approvvigionamento, gli automobilisti dovranno mettere mano al portafoglio, che piaccia loro o meno.

In ogni caso, non dovremmo ritrovarci nella stessa situazione vissuta in Germania, dove le stazioni di servizio sono state costrette a chiudere per mancanza di carburanti. «In Svizzera, le quantità necessarie per il trasporto stradale sono garantite», rassicura David Suchet. Gli importatori sono infatti obbligati a dotarsi di riserve per quattro mesi e mezzo. «È per questo che per ora non corriamo rischi in questo senso».

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