32 anni dopo Chernobyl

Qual è il livello di radioattività dei funghi delle foreste svizzere?

Martina Musella

1.11.2018

La contaminazione radioattiva dei funghi porcini che, a seguito del disastro nucleare di Chernobyl, contengono ancora Cesio-137, viene studiata su richiesta dell'UFSP (Archivio).
Keystone

La catastrofe nucleare di Chernobyl ha provocato in Svizzera una contaminazione radioattiva della selvaggina e dei funghi. Un rapporto annuale dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) svela quale sia il livello di radioattività degli alimenti provenienti dalle nostre foreste.

La fusione del nucleo del reattore sovietico avvenuta il 26 aprile 1986 ha avuto ripercussioni in tutta Europa. Il vento e la pioggia hanno contribuito alla diffusione delle particelle radioattive in tutto il continente. Perfino lo strato superiore del terreno boschivo, l'humus, è contaminato in diversi luoghi e molti funghi selvatici contengono particelle radioattive come il Cesio-137.

Se l'attività del Cesio-137 – un isotopo radioattivo artificiale prodotto dalla fissione nucleare – diminuisce nei terreni svizzeri, è solo a causa della disintegrazione radioattiva. Grazie ad altri processi come l'erosione e il trasferimento di particelle radioattive in strati più profondi del terreno, il grado di inquinamento è oggi inferiore al previsto per una sostanza la cui sopravvivenza media è di 30 anni. Tuttavia sono state superate alcune delle soglie di tolleranza stabilita dall'ordinanza Chernobyl del 2017 dell'UFSP.

Grandi amanti dei tartufi, cinghiali ingeriscono grandi quantità di particelle radioattive (archivio).
Keystone

In Svizzera, il cantone maggiormente colpito dalla catastrofe è stato il Ticino, soprattutto a causa delle abbondanti piogge cadute nelle settimane successive all'incidente. Le precipitazioni hanno contribuito al passaggio delle particelle radioattive dalle nuvole al suolo. Come ha riportato la rivista Blick in occasione dei 30 anni di Chernobyl, subito dopo la catastrofe, in Ticino in particolare, è stata vietata la pesca e il numero di aborti è fortemente aumentato poiché le donne temevano, a torto, di dare alla luce bambini malformati.

I ceppi superano i valori limite

Nel 2017, nell'ambito degli esami che l'UFSP svolge regolarmente per poi pubblicarne ogni anno i risultati, 69 campioni di funghi provenienti dai cantoni Ticino, Zurigo e Argovia sono stati sottoposti ad analisi gamma spettrometriche. Un ceppo Ticinese, con quasi 1000 becquerel al chilo, è risultato quello con la concentrazione di Cesio-137 più elevata. La soglia di tolleranza per gli alimenti è di 600 Bq/kg e il valore limite è di 1250 Bq/kg. I raccoglitori di funghi dovrebbero fare attenzione?

Due anni fa, Nicola Solcà, responsabile dell'Ufficio gestione rischi ambientali, aveva già confidato al «Blick» che, nonostante la contaminazione superiore alla media riscontrata in tutta la Svizzera, i funghi selvatici ticinesi non presentavano alcun rischio sanitario per la popolazione. Anche l'ultimo rapporto dell'UFSP è dello stesso parere: anche in caso di un elevato consumo di alimenti ricchi di radionuclidi artificiali – cinghiale, funghi selvatici e frutti di bosco – la contaminazione per il corpo umano è di appena qualche centesimo di millisievert (mSv). Questo valore è usato per determinare il livello di contaminazione radioattiva nell'uomo. Ciò cosa significa?

La naturale concentrazione di radon è ancora più alta

Un uomo con un'alimentazione normale assorbe ogni anno in media 0,35 mSv sotto forma di radionuclidi artificiali. La contaminazione da radon, un gas nobile radioattivo naturale che penetra nelle case attraverso il suolo, è molto più elevata. La dose di radiazioni annuali si attesta in media a 3,2 mSv, ma può risultare ancora più elevata in condizioni sfavorevoli e comportare quindi un rischio più elevato di cancro ai polmoni.

Fra la selvaggina, è il cinghiale a patire maggiormente le ripercussioni di Cernobyl. Su 547 animali abbattuti e esaminati, circa il 2% supera il valore limite di 1250 Bq/kg e il maggiore valore rilevato è addirittura di 4721 Bq/kg. I trofei di caccia in questione sono stati requisiti dai servizi veterinari del cantone e i cacciatori risarciti. In questo caso, quindi, la contaminazione è potenzialmente più elevata che nei funghi commestibili, di cui molti, come il tanto amato tartufo bianco estivo, non contengono praticamente alcuna traccia di Cesio-137. I rischi per l'uomo dipendono dal grado di consumo degli alimenti provenienti dai boschi. Secondo l'UFSP non esiste, tuttavia, alcun rischio per la salute in caso di normale consumo poiché la dose è semplicemente troppo bassa.

Veduta sul reattore nucleare incidentato dalla città fantasma di Prypiat 20 anni dopo il disastro di Chernobyl.
Getty Images

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