Stalingrado: numerose fosse comuni non sono state ancora scoperte

dpa

29.1.2018

Durante la Seconda Guerra mondiale, la battaglia di Stalingrado ha rappresentato un punto di rottura per l’esercito tedesco. Più di 700.000 persone sono morte nella città occupata. E ancora oggi, soprattutto nel corso dei lavori realizzati nell’attuale città di Volgograd, si continuano a scoprire i resti dei soldati caduti in combattimento.

Esiste un luogo, nel Sud della Russia, nel quale si continuano a scoprire fosse comuni di soldati morti in battaglia durante la Seconda Guerra mondiale. Si tratta di quella che all’epoca era chiamata Stalingrado, città teatro di un epocale assedio, oggi chiamata Volgograd. Qui, gli operai che effettuano dei lavori trovano regolarmente dei resti umani, come riferito da Peter Lindau, del «Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge» (Servizio per la cura delle sepolture militari tedesche) a Mosca.

Lo scorso anno, circa 500 cadaveri sono stati riesumati da una fossa comune della metropoli russa, situata sulle rive del fiume Volga. «Sulla base dei resti delle uniformi e degli stivali, possiamo determinare se si tratti o meno di soldati tedeschi», ha osservato Lindau.

Si stima che durante l’inverno 1942/43, circa 700.000 persone - tra soldati e civili, appartenenti alle due parti in conflitto - abbiano perso la vita nella battaglia di Stalingrado. Numerosi storici parlano addirittura di più di un milione di vittime. Dopo la guerra, numerosi corpi sono stati gettati nelle fosse comuni dalla popolazione.

Più di mille corpi scoperti nel 2017

«Tuttavia, le ricerche possono comportare anni di lavoro», ha spiegato Peter Lindau all’agenzia tedesca DPA (Deutsche Presse-Agentur). Una volta ritrovate, le spoglie dei caduti sono trasferite in cimiteri veri e propri, come quello di Rossoschka, situato a circa 40 chilometri da Volgograd.

Sono circa 61.000 i soldati tedeschi morti in battaglia che riposano nella regione di Volgograd. Lo scorso anno, più di mille corpi sono stati scoperti nell’area. Quest’anno, è possibile che venga aperta un’altra fossa comune: «Pensiamo che nel corso del tempo potremo recuperare dal 30 al 40 per cento dei cadaveri», ha affermato Lindau.

I documenti dell’esercito tedesco sulle tombe dei soldati caduti sono spesso incompleti e rendono difficili le ricerche, ma le scoperte fortuite sono al contrario numerose. Così come le indicazioni fornite dagli anziani abitanti della regione.

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