Colin Firth: «Non lavorerò mai più per Woody Allen»

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19.1.2018 - 13:12

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L’attore britannico sbatte la porta in faccia al regista, accusato di aver molestato la figlia adottiva Dylan Farrow.

Si allunga sempre di più la lista degli attori che stanno prendendo le distanze da Woody Allen.

L’ultimo in ordine di tempo è stato Colin Firth: il britannico ha infatti annunciato che non collaborerà mai più con il regista, accusato di abusi sessuali su minore dalla figlia adottiva Dylan Farrow.

Firth, che ha lavorato per Allen in «Magic in the Moonlight», ha chiarito le sue intenzioni con un comunicato, affidato al The Guardian: «Non lavorerò mai più con lui».

Dylan, figlia di Mia Farrow, ex moglie di Woody, ha intanto rilasciato la sua prima intervista televisiva in seguito alla dichiarazioni contro il regista.

«Sono credibile e sto dicendo la verità. Penso che sia importante che le persone capiscano che una vittima, un accusatore, debba essere considerato. E che loro possono fare abbastanza», ha detto la Farrow alla CBS.

Woody ha smentito nuovamente le accuse della figlia, ricordando come all’epoca dei fatti la polizia condusse una doppia indagine che non portò a nessun risultato.

Allen, più che con Dylan, se l’è presa con la madre Mia, rea di aver plagiato la figlia e averla spinta a raccontare una storia falsa.

Le smentite non sono servite però a placare lo scandalo.

Gli attori Rebecca Hall e Timothéee Chalamet si sono detti pentiti di aver lavorato per Allen e hanno donato l’intero cachet del nuovo film «A Rainy Day in New York» a Time’s Up, il movimento nato per difendere le donna vittime di molestie sul luogo di lavoro.

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