Da Fielmann occhiali protettivi a CRI e medici Europa

ANSA

4.6.2020 - 19:52

30mila paia a ospedali, 5mila a Croce Rossa Italiana

ROMA, 04 GIU – L'azienda tedesca di occhialeria Fielmann ha donato migliaia di occhiali protettivi a organizzazioni mediche e ospedali europei. In Italia, Fielmann supporta il contrasto della pandemia di Coronavirus, donando 5.000 occhiali protettivi alla Croce Rossa Italiana. Lo annuncia una nota dell'azienda dove si evince che in Europa il gruppo ha donato oltre 30.000 occhiali protettivi a più di 300 ospedali e organizzazioni sanitarie e di volontariato. In Italia, non appena ricevute le certificazioni necessarie, Fielmann oltre a donare 5.000 occhiali protettivi alla CRI ha fatto avere altri 1.000 occhiali a ospedali e strutture mediche. Osservando il rapido sviluppo della crisi causata dal Coronavirus, l'azienda ha deciso di modificare parte della filiera a favore della produzione di occhiali protettivi, col fine di sostenere gli sforzi per contrastare la pandemia causata dal Covid-19. Già da inizio aprile, Fielmann ha dato il via allo sviluppo e produzione di occhiali protettivi nel rispetto della norma Din EN 166. Gli occhiali protettivi rappresentano, assieme alle mascherine una componente vitale dell'attrezzatura protettiva utilizzata da medici e personale sanitario. Fielmann sostiene che gli investimenti nella comunità siano investimenti nel futuro.

Per garantire la tutela di clienti e collaboratori l'azienda ha elaborato una serie di misure igieniche valide per contrastare la diffusione del virus. Così, in Europa, Fielmann ha adottato i suoi standard igienici a partire da aprile dotando tutti i negozi di quantità sufficienti di occhiali protettivi, mascherine e disinfettante per le mani. Per tutelare i lavoratori, fin dagli esordi dell'emergenza, Fielmann ha adottato misure ad hoc per garantire liquidità all'azienda e salvaguardare 20.000 posti di lavoro. Tutti i costi non necessari sono stati tagliati. A marzo, Fielmann aveva già annunciato la riduzione delle ore lavorative per la maggior parte dei suoi dipendenti ma come azienda di famiglia, ha integrato il reddito netto dei dipendenti al 100%. (ANSA).

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