Ma è fuori dal CdA

Eva Longoria finanzia ancora l’organizzazione «Time's Up»

Covermedia

9.9.2021 - 13:11

Eva Longoria
Eva Longoria

L'ex star di «Desperate Housewives» si è dimessa dal Consiglio di amministrazione dell’azienda, che continua però a sostenere economicamente: «Dobbiamo continuare».

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9.9.2021 - 13:11

Eva Longoria ha offerto un contributo finanziario per garantire l’operato della controversa organizzazione «Time's Up», a difesa delle vittime di molestie sessuali, fondata il 1. gennaio 2018 da diverse celebrità hollywoodiane, nata in risposta al caso Harvey Weinstein e al movimento Me Too.

L’ex «Desperate Housewives» si è dimessa dal consiglio di amministrazione dell’azienda, come emerso nei recenti report, insieme al magnate televisivo Shonda Rhimes, le attrici Jurnee Smollett e Katie McGrath e la presidente del consiglio di amministrazione ad interim di «Time's Up», Nina Shaw.

Nonostante la presa di posizione, Eva vuole però assicurarsi che l’organizzazione continui ad operare al fine di «rendere i luoghi di lavoro sicuri per le donne ovunque».

Il forfait dei membri attivi dell’associazione arrivano dopo le recenti dimissioni dell'amministratore delegato Tina Tchen, che ha sollevato numerose critiche per aver aiutato il governatore di New York, Andrew Cuomo, ad affrontare le pesanti accuse di molestie sessuali.

Tuttavia parlando con Variety della sua decisione di dimettersi, Eva ha insistito sul fatto che sostiene ancora il messaggio di «Time's Up».

«Va bene commettere errori negli sforzi per rovesciare il patriarcato», ha detto. «Si commettono errori. Ciò non significa che gli sforzi dovrebbero fermarsi. Dobbiamo continuare. Siamo stati sotto di una società patriarcale per migliaia di anni. Non crollerà nei tre anni in cui «Time's Up» è esistito. Abbiamo molto più lavoro da fare. Sono entusiasta della traiettoria di «Time's Up». Siamo sempre stati al servizio della nostra missione e abbiamo creato una struttura e uno spazio per porre fine allo squilibrio di potere. Quindi sono entusiasta che la prossima generazione possa andare avanti perché è importante che il lavoro continui».

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