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Kate Hudson e Fabletics silurano la fabbrica in Sudafrica

Covermedia

6.5.2021 - 16:45

Kate Hudson
Kate Hudson

Quasi 40 dipendenti della Hippo Knitting a Maseru si sono fatti avanti, accusando i funzionari della fabbrica di abusi.

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6.5.2021 - 16:45

Kate Hudson e i suoi partner Fabletics hanno rotto i ponti con uno stabilimento di produzione in Lesotho, Sudafrica.

La decisione arriva dopo le accuse di abusi sessuali e fisici mosse contro i dirigenti dello stabilimento Hippo Knitting, che produce gran parte dei capi sportivi del brand americano.

Quasi 40 dipendenti si sono fatti avanti, accusando i funzionari della fabbrica di abusi. Molte lavoratrici affermano di essere state spesso spogliate durante le perquisizioni di routine, mentre altre riferiscono che i supervisori maschi le hanno aggredite sessualmente.

Un’altra dipendente racconta inoltre che, quando il supervisore non le permetteva di usare il bagno durante il suo turno, era costretta farsi la pipì addosso.

La Hudson, che ha co-fondato il marchio di abbigliamento sportivo, afferma di non essere a conoscenza degli abusi avvenuti dietro le porte di Hippo Knitting. E, in seguito della denuncia di Time Magazine, ha tagliato i ponti con l'azienda.

«Le accuse contro Hippo Knitting sono assolutamente orribili», si legge in un comunicato di Fabletics.

«Subito dopo aver ricevuto la segnalazione, Fabletics ha sospeso tutte le operazioni con Hippo Knitting – afferma il portavoce -. Uno dei nostri senior leader è ora sul campo e sta conducendo un'indagine completa in collaborazione con un investigatore indipendente. I resoconti di questi lavoratori richiedono un'azione forte e oggi stiamo contattando gli organizzatori per discutere il processo di adesione ed espansione del programma vincolante guidato dai lavoratori, che prende di mira la violenza di genere e le molestie in Lesotho», prosegue aggiungendo: «L'impegno di Fabletics nei confronti delle persone di questa regione rimane risoluto, e mentre indaghiamo, stiamo pagando a questi lavoratori la loro piena paga».

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