Kobe Bryant, diffuse scene della morte: lo sconcerto della moglie

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2.3.2020 - 13:10

Vanessa Laine Bryant (l) and Kobe Bryant attend the Vanity Fair Oscar Party at Wallis Annenberg Center for the Performing Arts in Beverly Hills, Los Angeles, USA, on 24 February 2019. Where: Beverly Hills, California, United States When: 24 Feb 2019 Credit: Hubert Boesl/picture-alliance/Cover Images
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Un poliziotto avrebbe diffuso alcune immagini shock, scattate sul luogo in cui la leggenda del basket e la figlia Gianna hanno perso la vita: Vanessa Bryant ora chiede che venga fatta giustizia.

La vedova di Kobe Bryant si scaglia duramente contro la polizia.

Attraverso il suo legale, Vanessa Bryant ha condannato la diffusione di alcune immagini realizzate sul luogo in cui si è consumato l’incidente, in cui hanno perso la vita la leggenda del basket, 41, e la figlia Gianna, 13.

Come riporta il Los Angeles Times, le foto sono state scattate poco dopo che l’elicottero su cui viaggiavano le vittime si è schiantato a Calabasas, il 26 gennaio.

Le immagini sono state trasferite presso il Dipartimento dello Sceriffo della Contea di Los Angeles e poi al Los Angeles County Fire Department.

Secondo TMZ, l’allarme è scattato dopo che un poliziotto avrebbe provato a utilizzare le immagini per «fare colpo su una ragazza» in un locale spingendo un barman, che ha assistito allo squallido siparietto, a presentare denuncia.

La polizia ha immediatamente aperto un fascicolo sulla vicenda, per cui Vanessa, ancora sotto shock per la morte del marito e della figlia, si è detta «assolutamente devastata».

Il legale, Gary C. Robb, ha definito il comportamento dell’agente «imperdonabile e deplorevole», denunciando «l’indicibile violazione della decenza umana, del rispetto e del diritto alla privacy delle vittime e dei loro familiari».

«La Sig.ra Bryant è grata all’individuo che ha presentato la denuncia contro questo grave atto di ingiustizia», si legge nel comunicato.

Vanessa aveva esplicitamente chiesto alle autorità di disporre la «no-fly zone» nel luogo dove si è consumata la tragedia per prevenire scatti non autorizzati nel rispetto di tutte le vittime e dei loro cari.

«Lo sceriffo Alex Villanueva aveva assicurato che avrebbe preso tutte le misure necessarie per proteggere la privacy delle famiglie», prosegue la nota.

«Chiediamo che i responsabili di queste azioni vengano puniti con le più severe norme e che le loro identità vengano rese note, in modo da evitare future disseminazioni di queste foto».

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