Michael J. Fox: «La mia carriera è finita a causa del Parkinson»

SDA

8.12.2021 - 17:19

Michael J. Fox riflette sul suo male trent'anni dopo la diagnosi di Parkinson e resta positivo nonostante l'assenza di una cura.

L'attore Michael J. Fox ha vissuto momenti molto difficili.
L'attore Michael J. Fox ha vissuto momenti molto difficili.
KEYSTONE/AP Invision/RICHARD SHOTWELL

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8.12.2021 - 17:19

In un'intervista ad AARP, la American Association of Retired Persons, gruppo d'interesse a favore dei pensionati, l'attore, 60 anni, ha detto che le difficoltà con la memoria lo hanno costretto ad abbandonare la sua carriera da attore. Tuttavia è pronto ad affrontare qualsiasi cosa il futuro gli riservi.

«Ho continuato a recitare per quasi trent'anni dopo la mia diagnosi – ha detto -. Dopo 'Spin City' (serie tv 1996-2001) mi sono preso una pausa, poi ho fatto un paio di episodi di 'Scrubs – Medici ai primi ferri' ed è stato divertente. Ho interpretato il ruolo di un tipo con DOC (disturbo ossessivo-compulsivo) e mi sono reso conto che potevo usare il Parkinson per il ruolo».

«L'anno scorso ho mollato»

Continua dicendo che ebbe un gran colpo di fortuna con 'The Good Wife' con il personaggio di Louis Canning, un avvocato che usa i sintomi del Parkinson per manipolare la giuria.

«Quando non sono riuscito a recitare nel modo in cui ero abituato – spiega – ho trovato nuovi modi. Ma poi ho raggiunto il punto in cui a volte non potevo far affidamento sulla mia capacità di parlare, il che voleva dire non recitare in modo tranquillo. Così l'anno scorso ho mollato».

Fox ha detto anche che tra i rimpianti ha quello di non essere riuscito a interpretare un ruolo in 'Ghost'. Ma con il senno di poi ha capito che non poteva esserci nessun altro al di fuori di Patrick Swayze.

Prima della malattia una carriera stellare a Hollywood

L'attore debutta in TV negli Stati Uniti nella sitcom «Casa Keaton» nel 1982, set sul quale conosce Tracy Pollan, sua futura moglie e madre dei suoi quattro figli.

Il successo lo ottiene nel 1985 con la fortunata pellicola «Ritorno al futuro» del regista Robert Zemeckis e prodotta da Steven Spielberg, dove interpreta Marty McFly. Il film è diventato cult in pochissimo tempo e ancor oggi è osannato da pubblico e critica. Con l'attore Christopher Lloyd, che interpreta l'inventore stravagante «Doc» Emmet Brown, gira poi anche i due sequel, il primo nel 1988 e il secondo nel 1989.

Benché protagonista in svariate commedie diventate famose, come «Il segreto del mio successo» o «Insieme per forza», con James Woods, ha recitato in modo molto convincente, al fianco di Sean Penn, anche in un ruolo drammatico in «Vittime di guerra» di Brian De Palma. 

Ormai all'apice della sua popolarità, durante le riprese della commedia romantica «Doc Hollywood - Dottore in carriera» nel 1991 scopre di avere un problema di salute. Poco dopo gli viene diagnosticato una grave forma di Parkinson giovanile. Renderà pubblica la sua malattia solo sette anni dopo, nel 1998.

Nella sua carriera ha vinto quattro Golden Globe, due Screen Actors Guild Awards e cinque Emmy Awards.

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