The Post: revocata la censura in Libano

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18.1.2018 - 13:12

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Il Ministro dell’interno ha autorizzato le sale libanesi a proiettare il film di Steven Spielberg, nella black list della lega araba per aver appoggiato in passato lo stato di Israele.

Via libera al rilascio di «The Post» in Libano.

Il film di Steven Spielberg con Meryl Streep e Tom Hanks era stato censurato dalle autorità locali per via di una vecchia faida con il regista hollywoodiano.

A capovolgere la decisione della Censorship Committee of the General Security Directorate è stato il Ministro dell’interno del Libano Hariri, che ha autorizzato le sale cinematografiche a proiettare la pellicola, incentrata sulla pubblicazione da parte dei giornalisti del The Washington Post dei cosiddetti Pentagon Papers.

«Siamo lieti e felici di annunciare che la giustizia, la ragione, il buon senso e l’amore per il cinema hanno prevalso e ringraziamo tutte le persone che hanno contribuito affinché venisse eliminata questa ingiustizia», ha dichiarato Carlo Vincenti, marketing manager per il distributore locale Italia Films.

La censura era stata imposta per ragioni dalla radici profonde. Secondo il The Hollywood Reporter, le autorità locali non hanno mai perdonato al regista di origini ebree di aver girato «Schindler’s List», il blockbuster sulla Shoah, a Gerusalemme, città occupata dal nemico giurato del Libano, Israele.

Per il The Washington Post, Spielberg è nella blacklist per aver donato nel 2006 un milione di dollari a favore dello Stato ebraico durante la guerra tra Israele ed Hezbollah: mossa che fece infuriare la lega araba, di cui fa parte lo stesso Libano.

Nel 2017 il Libano ha messo al bando altri due film per via dei riferimenti allo stato di Israele: «Wonder Woman», con protagonista l’israeliana doc Gal Gadot, e «Jungle» con Daniel Radcliffe, film ispirato all’autobiografia dell’autore israeliano Yossi Ghinsberg.

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