Zac Efron: un film contro il razzismo

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22.12.2017 - 13:38

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Per l’attore il nuovo film «The Greatest Showman» racchiude un importante messaggio contro le discriminazioni razziali.

«The Greatest Showman» segna il grande ritorno in un film musicale da parte di Zac Efron, ex teen idol ai tempi di High School Musical.

Nel tornare al genere che gli ha regalato la fama mondiale, l’attore oggi 30enne ha scelto la pellicola diretta da Michael Gracey e interpretata da Hugh Jackman per via delle relazioni interazziali che si creano tra i personaggi.

Nel film, che racconta la storia della leggenda del circo P.T. Barnum, Zac veste i panni di Phillip Carlule, un giovane che si innamora di Anne Wheeler, una trapezista mulatta interpretata da Zendaya, con cui riuscirà a condurre un’intensa relazione nonostante le controversie generate dalla diversità del colore della loro pelle.

«Credo sia stato uno degli aspetti principali per cui mi sono convinto ad accettare questo ruolo. Io e Zendaya abbiamo dato il massimo per esprimere questo concetto in questa parte», ha dichiarato a CNN. «Cosa c’è di meglio in un musical se non raccontare una storia d’amore e lanciare un messaggio che davvero ti sta a cuore?».

Per Zac è fondamentale che il cinema affronti tematiche così importanti come la lotta al razzismo, tornato a manifestarsi negli Stati Uniti attraverso sparatorie e attacchi meschini da parte dei cosiddetti «suprematisti bianchi».

«È assurdo che al giorno d’oggi stiamo ancora affrontando un argomento così vecchio. Purtroppo la realtà è questa e noi, con il canto e la recitazione, abbiamo il dovere di andare oltre questi problemi. Penso che il ruolo di Phillip e Anne sia proprio questo».

Seppur felice del risultato finale, Zac ammette come ricordare le dinamiche del musical si sia rivelato più difficile del previsto: «Non è come andare in bicicletta, non ti ricordi immediatamente cosa fare e da dove ricominciare. Questi balli erano sicuramente di un altro livello. Abbiamo utilizzato credo il ciak 56 per la scena con Hugh chiamata The Other Side. È stato un giorno di lavoro lunghissimo. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta».

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