Crisi Napoli

De Laurentiis: «I giocatori di una volta avevano più palle»

bfi

20.11.2019

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, sinistra, e il figlio Edoardo.
Getty

A Napoli non si è dimenticato l'ammutinamento della squadra dopo la partita contro il Salisburgo. Dure le parole del figlio del patron De Laurentiis.

La pausa di campionato dovuta alle gare di qualificazioni a Euro 2020 delle squadre nazionali a pausa per le nazionali aveva un poco spento la bufera mediatica attorno alla crisi del Napoli.

La notizia di ieri, diramata dal quotidiano torinese Tuttosport, sulla suggestione di portare Vladimir Petkovic a Napoli in sostituzione di Carlo Ancelotti ha ridato fuoco alle polveri.

Oggi, ci si è messo anche Edoardo De Laurentiis - figlio del presidente della società partenopea -  il quale è ritornato sulla spigolosa questione dell'ammutinamento: «Bisogna rispettare il posto di lavoro, i calciatori sono pur sempre dipendenti di un'azienda. Lo stipendio va meritato, vanno onorate la maglia e la città. Il tifoso viene allo stadio per loro e quindi ci vuole rispetto, rispetto, rispetto».

A Napoli, come si può capire dai rumors che indicherebbero il selezionatore della nazionale rossocrociata quale sostituto di un esausto Ancelotti, le cose non vanno certo come ci si immaginava ad inizio stagione: il Napoli infatti è desolatamente settimo, a distanza siderale dalla coppia Juve-Inter e dietro Cagliari, Lazio e Atalanta, che non hanno certo gli uomini e i il denaro messo in campo da De Laurentiis. 

Il figlio del patron, presente alla fiera del calcio, ha rincarato la dose. 
«I vecchi calciatori avevano più palle di quelli di oggi. Negli spogliatoi del calcio italiano servirebbero più figure come Montervino, ricordo una sua chiamata a mio padre: 'presidente, possiamo tornare dalle nostre mogli? Sono quattro settimane che non le vediamo'. Con il rispetto si ottiene tutto».

Napoli in odore di rivoluzione insomma, in quanto tre pareggi e una sconfitta nelle ultime tre gare di campionato sono davvero poca cosa per quella che doveva essere una delle antagoniste della Juve.

Mertens, Callejon, Koulibaly, Allan e Insigne a rischio cessione. Quando i giochi si fanno duri De Lauentiis non si tira certo indietro. 

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