Cereda: «Ai nostri tifosi vogliamo vendere verità e non fumo»

13.6.2019 - 10:16, bfi

Luca Cereda, il condottiero dell'Ambrì-Piotta
Keystone

Luca Cereda racconta degli obiettivi della stagione 2019-2020, delle preoccupazioni per il portiere e per il sostituto di Kubalik, ma anche di ingaggi e budget. 

È al sito 'heshootshescoores.com' che l'allenatore dell'Ambrì-Piotta, Luca Cereda ha concesso una lunga intervista, il cui attacco parla di come tutti non devono dimenticarsi che la scorsa stagione non sarà facilmente ripetibile.

«Non possiamo credere di essere una squadra di una categoria a cui non apparteniamo. Dobbiamo essere onesti, le probabilità di giocare i playout sono molto più grandi di quelle che abbiamo di qualificarci ai playoff. Ai nostri tifosi non vogliamo vendere fumo, vogliamo vendere la verità».

Lavoro duro 

È un Luca Cereda sempre lucido, quello che si è concesso all'intervista. Un giovane allenatore che sa quanto importante sia non tradire le aspettative di giocatori, staff e tifosi, quanto  altrettanto importante è lavorare duramente, in ogni momento dell'anno. 

Il lavoro duro - che ha ripagato i biancoblù al termine della scorsa stagione con un quinto posto, l'accesso alla Champions Hockey League e l'invito alla Spengler Cup - per non staccarsi troppo dai primi della classe, per rimanere agganciati agli altri. 

Un campionato a tre velocità

«Il nostro è un campionato a tre velocità, sono i budget delle squadre che lo dicono - racconta ancora il tecnico dei biancoblù che usa come metafora il settore ferroviario - ci sono i treni ad alta velocità, ovvero Berna, ZSC Lions, Zugo e Losanna. C’è poi una fascia di mezzo con Lugano, Bienne, Friborgo, Ginevra e Davos, ed infine arrivano i "TILO", Langnau, Ambrì e Rapperswil».

Il 37enne di Sementina capisce che il periodo dei grossi miglioramenti è alle spalle, che la prossima fase sarà riservata al consolidamento, senza smettere di rendere la vita dura a chiunque, top team compresi. «Sappiamo che i margini di miglioramento complessivi ed individuali ora sono minori. Questo non dovrà essere visto con frustrazione, bisognerà lavorare per consolidare la base per poi cercare di costruirci sopra qualcosa in più».

Portiere: un grattacapo

«Nonostante la presenza di Manzato, la questione dell'altro portiere è la posizione che mi preoccupa di più - continua Cereda - in quanto Daniel (Manzato) può fornire buone prestazioni ma se consideriamo che sino alla pausa di novembre ci saranno in calendario 32 partite è chiaro che non potrà giocarle tutte».

Il quinto straniero, l'erede di Kubalik

Oltre alla questione del portiere la società leventinese è pure alla ricerca di un quinto straniero, l'erede numerico di Dominik Kubalik, se vogliamo definirlo così. 

Ma «è inutile girarci attorno - ammette il tecnico dell'Ambrì - è abbastanza chiaro che un giovane come lui capace di diventare il top scorer della lega non lo troveremo. Stiamo cercando lo straniero che fa al caso nostro, ma Kubalik non può essere rimpiazzato».

«Idealmente cerchiamo un giovane, uno che abbia doti da leader e che non abbia ancora smesso di sognare». Una ciliegina sulla torta insomma, che al momento non è dato di sapere quanto dolce e brillante sarà. 

Ingaggi, situazione da migliorare

Aldilà delle qualità di ogni singolo giocatore, l'Ambrì non tradirà la sua natura, il lavoro svolto in questi due ultimi anni alla ricerca dell'intensità, dello spirito di squadra e del sacrificio costante. Ci sono comunque dei dettagli da migliorare, e Cereda lo sa. 

«Guardando le statistiche abbiamo segnato solamente tre volte dopo un ingaggio a cinque contro cinque in tutto il campionato… è decisamente troppo poco».

Il budget non può essere ridotto ulteriormente

Dopo due anni di riduzione del budget (- 1.5 milioni di chf) Cereda e il suo staff sanno che per mantenere il passo non si può ridurre maggiormente, cercando di mantenere un nucleo solido, come faceva il Davos di Arno Del Curto, l'indubbio esempio al quale Luca Cereda si rifà spesso. 

«Vogliamo cercare di costruire una squadra che ci permetta di entrare nella Nuova Valascia con un nucleo solido, attorno al quale costruire. I rinnovi a lungo termine di Müller, Zwerger e Dotti sono da vedere in quest’ottica».


Tornare alla home pageTorna agli sport

Altri articoli