Come addestrare i cani di fronte alla diffusione della peste suina

dpa/gbi

17.12.2019 - 17:28

Otto, un cane meticcio, annusa un pezzo di cinghiale che doveva trovare nell’ambito del suo addestramento.
dpa

Quando viene riscontrata un'epidemia di peste suina africana, i cadaveri dei cinghiali devono essere rapidamente trovati ed eliminati perché il virus non si propaghi. Questa è la missione di alcuni cani appositamente addestrati.

Il cane da caccia scava in una determinata area della foresta percorrendo grandi cerchi. «Cerca, Otto, cerca!», gli grida il suo padrone, René Wiese. Improvvisamente, il meticcio marrone chiaro si ferma e si siede: davanti a lui, tra le foglie, si trovano resti del cadavere di un cinghiale. «Bene!», si complimenta con lui il cacciatore.

Otto è un cane da caccia particolare: è stato addestrato per la ricerca di cadaveri di cinghiali, ed è uno dei sei esemplari di questo genere in tutta la Germania. Questi animali sono allevati nel Saarland. Se la peste suina africana dovesse scoppiare, i cani avrebbero la missione di aiutare a reperire gli animali morti nella foresta.

Livello di allerta massima in Svizzera

In Svizzera, non è ancora stato segnalato nessun caso di peste suina, ma le autorità sono in guardia. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha infatti emesso il massimo livello di allerta per questa epizootia. «Il rischio di diffusione in Svizzera è elevato», ha dichiarato lo scorso novembre a «Bluewin» Nathalie Rochat, direttrice del servizio stampa dell’USAV.

L’infezione, che è generalmente mortale per i cinghiali e i maiali domestici, è inoffensiva per l’uomo. Attualmente, l’Asia e l’Europa dell’Est sono le regioni più colpite dalla peste suina africana. In Polonia, almeno 22 animali sono già stati vittime di questa epidemia. Per via della frontiera in comune, la Germania è dunque particolarmente in allerta.

«La rimozione rapida del cadavere sarà allora estremamente importante perché le carcasse animali sono una fonte incredibile di infezione», spiega René Wiese nel corso di un’esercitazione con i cani. «Sarà il punto cruciale della lotta contro la peste suina africana», afferma Elisabeth Gross, veterinaria ufficiale della più alta autorità di caccia. La zona che circonda i resti dell’animale morto dev’essere interamente disinfettata, prosegue. «Si tratta di un virus molto potente e molto persistente.»

Sconsigliate le ricerche da parte dell'uomo 

In Svizzera, i cinghiali trovati morti, quelli abbattuti perché erano malati e quelli che hanno subìto incidenti, devono essere esaminati secondo il protocollo imposto da un programma nazionale di rilevazione precoce. Tra fine settembre e fine ottobre, sono stati esaminati 45 cinghiali, secondo l’ultimo rapporto mensile.

È fortemente sconsigliato ai privati di importare la carne di maiale o di cinghiale proveniente dalle regioni colpite. Allo stesso modo, chiunque abbia partecipato a una battuta di caccia in una delle regioni toccate dall’epizoozia, deve in seguito procedere a una pulizia intensiva dei vestiti e delle armi da caccia.

Contemporaneamente, in Germania, si punta sulla formazione dei cani per la ricerca di cadaveri. L’idea è di Hubertus Lehnhausen, responsabile della gestione delle foreste e della caccia al ministero dell’Ambiente del Saarland. Sottolinea, in effetti, che «in caso di comparsa della peste suina non è il caso di cercare i maiali attraverso delle catene umane».

Il motivo è dato dal fatto che, durante le ricerche in una grande area, è facile che gli uomini non notino i cadaveri . Inoltre, il fatto di attraversare una zona infetta veicola un rischio di propagazione dell’epizootia, perché il virus può essere trasportato con la sporcizia che si accumula negli interstizi delle scarpe o degli pneumatici. Oltretutto, va considerato che i cinghiali già infettati sarebbero spaventati e migrerebbero verso altre regioni, spiega la veterinaria Elisabeth Gross.

Il prossimo test per i cani da cadavere è previsto prima di Natale, indica Hubertus Lehnhausen. In futuro, saranno addestrati altri cani. Dopo una formazione preparatoria, gli animali sono pronti per andare in ricognizione sul terreno.

Elisabeth Gross spiega come sono formati i cani che devono cercare i cinghiali morti: vengono sparpagliati sul terreno dei finti cinghiali realizzati a mano con orecchie, zampe, cotenna e carne in decomposizione. Gli amici a quattri zampe devono quindi cercarli. Proprio come fa ora il suo jack russell terrier, che ha appena trovato qualcosa e abbaia.

Cane cieco con guida

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