Strage in Texas

Il killer di Uvalde a una ragazza: «Vado a sparare in una scuola»

SDA

26.5.2022 - 09:45

Gli Stati Uniti si interrogano su quanto successo.
Keystone

Pochi minuti prima della strage Salvador Ramos ha inviato dei messaggi a una ragazza in Germania: «Vado a sparare in una scuola elementare» e «ho appena sparato alla testa a mia nonna». Ci sono nuovi dettagli: un agente ha incrociato killer fuori, ma non l'ha fermato, la polizia ha tardato a intervenire. Biden si recherà a Uvalde.

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26.5.2022 - 09:45

La notizia dei messaggi era già uscita, ma la Cnn rivela il contenuto di quegli scambi. La ragazza ha 15 anni, vive a Francoforte e aveva conosciuto il killer tramite una piattaforma social il 9 maggio.

I messaggi inquietanti sono stati inviati alle 11.21 ora locale, le 17.21 in Svizzera, poco prima del massacro. Nei giorni precedenti Samos aveva detto alla ragazza che gli erano arrivate delle munizioni.

Ha fatto anche una chiamata

Pochi minuti prima di compiere la strage nella scuola elementare, Ramos ha chiamato la ragazza e le ha detto che l'amava. Lo ha raccontato la quindicenne alla Cnn. La telefonata è avvenuta alle 17.

Venti minuti dopo, il giovane le ha scritto che aveva sparato a sua nonna nella testa e pochi secondi dopo che stava andando a sparare in una scuola elementare.

Il ragazzo, prima di essere abbattuto dalla polizia in uno scontro a fuoco, ha ucciso a sangue freddo diciannove bambini di una stessa classe e due adulti, di cui un insegnante.

«Sembrava felice e a suo agio»

La ragazza, ha detto che parlava tutti i giorni con il killer su FaceTime e tramite un'app chiamata Yubo e di aver giocato con lui su un'altra applicazione che si chiama Plato.

Nelle loro conversazioni, ha raccontato ancora, «sembrava felice e a suo agio». A un certo punto le ha detto che sarebbe andato a trovarla «presto» a Francoforte. Altri messaggi l'avevano, tuttavia, turbata. Quando le aveva detto delle munizioni, ad esempio, che si «espandevano a contatto con le persone».

Lei gli ha chiesto cosa avesse in mente di fare e lui le ha risposto: «Aspetta, è una sorpresa». In un altro di questi messaggi inquietanti il killer le ha scritto che «aveva lanciato gatti morti contro delle case».

Un agente ha incrociato killer fuori, ma non l'ha fermato

Con il passare delle ore aumentano i quesiti sulla dinamica della strage di Salvador Ramos alla scuola elementare di Uvalda in Texas. Secondo la Cnn, il killer era stato fermato dall'agente della polizia a guardia della scuola, Erick Estrada, che lo ha visto con una grande borsa nera, dove c'erano delle munizioni.

L'agente ha raccontato che, dopo averlo visto, Ramos ha lasciato cadere le borsa ed è corso dentro la scuola dove poi si è barricato in un'aula e ha compiuto il suo massacro.

Quello che non è chiaro, e che gli investigatori dovranno ricostruire, è perché l'agente non l'abbia fermato, anche sparandogli, e perché siano passati 40 minuti prima che arrivassero i rinforzi e uccidessero il killer.

Biden: «Io e Jill andremo a Uvalde»

Il presidente statunitense Joe Biden ha annunciato ieri sera che nei prossimi giorni lui e la first lady voleranno in Texas per incontrare le famiglie delle vittime della sparatoria nella scuola di Uvalde.

«Io e Jill andremo in Texas nei prossimi giorni per incontrare le famiglie e far sapere loro che abbiamo un'idea, giusto un'idea, del loro dolore e per, speriamo, apportare un po' di conforto ad una comunità in stato di shock», ha detto parlando dalla Casa Bianca.

L'84% degli statunitensi vuole più controlli sulle armi

La maggior parte degli americani vuole leggi più rigide sulle armi. Lo rivela un sondaggio Reuters/Ipsos condotto dopo il massacro nella scuola elementare.

Su 940 intervistati, l'84% ha affermato di essere a favore dei controlli sul profilo di chi vuole acquistare un'arma da fuoco, il 70% di appoggiare delle misure d'emergenza che consentono alle autorità di confiscare armi a persone considerate una minaccia.

Il 72% ha dichiarato di appoggiare l'innalzamento dell'età minima per acquistare un'arma da 18 a 21 anni. Solo il 35% tuttavia si dice «fiducioso che il Congresso inasprirà le leggi sulle armi quest'anno».

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