Clima

Allarme rosso per la Terra, anche la Svizzera subirà il cambiamento climatico

hl, ats

9.8.2021 - 11:59

Fra gli esperti che hanno partecipato alla stesura del rapporto del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), pubblicato oggi, ci sono anche cinque svizzeri. Parallelamente alla presentazione a livello mondiale che si svolge a Ginevra, il testo è stato commentato anche a Berna dall'Accademia svizzera di scienze naturali.

Dati allarmanti sul cambiamento climatico
Dati allarmanti sul cambiamento climatico
KEYSTONE/EPA/GEORGI LICOVSKI

hl, ats

9.8.2021 - 11:59

«C'è da aspettarsi che gli eventi meteorologici estremi, come quelli che si sono verificati recentemente in Svizzera e in Germania o che si stanno verificando nell'Europa meridionale, aumentino in futuro. Questi eventi diventeranno più frequenti e più intensi, si afferma nella prima parte del sesto rapporto di valutazione dell'IPCC.

Un team di 234 esperti provenienti da 66 paesi ha valutato lo stato delle conoscenze su basi scientifiche. Grazie a maggiori dati, a una migliore comprensione dei processi fisici e a modelli migliorati, la certezza di molte conclusioni è aumentata notevolmente rispetto all'ultimo rapporto del 2013.

Mai così tanto CO2 in due milioni di anni

Da allora, i gas serra nell'atmosfera hanno continuato ad aumentare. Tra il 2013 e il 2019, le concentrazioni medie di CO2 sono cresciute di quasi il 5%, il metano del 3,5% e il protossido di azoto (N2O) del 2,5%.

«Il rapporto mostra che le concentrazioni atmosferiche di CO2 nel 2019 erano del 47% più elevate che all'inizio dell'era industriale e globalmente più alte che in qualsiasi momento negli ultimi due milioni di anni», ha detto Gian-Kasper Plattner dell'Istituto federale svizzero di ricerca sulla foresta, la neve e il paesaggio (WSL), autore del rapporto IPCC.

La temperatura superficiale globale tra il 2011 e il 2020 è stata in media di circa 1,1 gradi Celsius superiore a quella dell'era preindustriale (dal 1850 al 1900). La frequenza e l'intensità delle ondate di calore e degli eventi estremi di precipitazione sono aumentati dal 1950.

Origine umana

Secondo l'IPCC, la causa principale di questi sviluppi è il cambiamento climatico indotto dall'uomo. «È estremamente improbabile che alcune delle ondate di caldo osservate di recente si sarebbero potute verificare senza l'influenza umana», afferma Sonia Seneviratne, professoressa al Politecnico di Zurigo, responsabile del capitolo sugli estremi meteorologici e climatici.

Le temperature globali continueranno ad aumentare fino alla metà del secolo. L'entità dell'incremento dipenderà dalle nuove emissioni.

Erich Fischer, un altro autore del rapporto, anch'egli esperto del Politecnico di Zurigo, aggiunge che «il riscaldamento globale può ancora essere limitato a meno di 1,6 gradi Celsius con più del 50% di probabilità, e molto probabilmente a meno di 2 gradi, solo se le emissioni di anidride carbonica diminuiscono rapidamente nei prossimi anni e vengono ridotte a zero entro il 2050.

Anche la Svizzera colpita

La Svizzera non sfuggirà a questa evoluzione. È probabile che si verifichino più ondate di calore, forti precipitazioni e siccità. «Questi eventi aumenteranno in frequenza e intensità nell'ovest dell'Europa centrale e quindi anche in Svizzera, con l'aumento del riscaldamento globale», spiega Seneviratne.

Alcuni cambiamenti, come l'aumento del livello del mare o lo scioglimento delle calotte glaciali, sono già irreversibili per centinaia o migliaia di anni, aggiunge Gian-Kasper Plattner. Secondo il rapporto dell'IPCC, il ritiro dei ghiacciai infatti continuerà per decenni, anche se le temperature globali si stabilizzeranno.

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