Spunta un nuovo video del crollo del Ponte Morandi: «La prova regina»

ATS

1.7.2019

Il momento della demolizione 
ANSA

Spunta un nuovo video, finora secretato, del crollo del ponte Morandi, definito dagli inquirenti la «prova regina».

Vedere ancora una volta le luci di un'auto che precipita tra le macerie del ponte, dove hanno perso la vita 43 persone, è lacerante. E le immagini valgono più di mille parole, soprattutto quando raccontano una morte atroce e assurda.

Ma mentre gli inquirenti e gli esperti analizzano il video, in altre stanze si discute ancora della revoca, che il ministro Toninelli dice «sarà totale» della concessione a Aspi (Autostrade per l'Italia).

Un massacro in 14 secondi

Nel filmato, che la Ferrometal ha consegnato alla Guardia di Finanza di Genova, si assiste al massacro che si compie in 14 secondi, il momento esatto del collasso della grande struttura di cemento armato.

Dicono gli inquirenti che nel video inedito «si nota il cedimento dello strallo sulla pila, in particolare quello a sud ovest».

Non è facile capire se si stia parlando dell'antenna dello strallo sulla pila 9, che però nel video non si vede, oppure della spaccatura a metà dello strallo stesso che a un certo punto, nel momento in cui sull'impalcato passa un camion, si piega e si stronca determinando così la «torsione» dell'impalcato del ponte che crolla trascinandosi dietro la pila.

Una pioggia a dirotto

Poco si vede d'altro: pioveva a dirotto quel giorno e la pioggia mescolata alla polvere determinata dal crash ha creato una patina che impedisce di vedere il crack dello strallo e l'impalcato che cede. Solo le luci di un'auto che precipita: un secondo e mezzo per morire.

Secondo i consulenti tecnici della società Autostrade il video diffuso dalla Guardia di finanza «non chiarisce le cause del crollo». Aspi, sottolineando che viene «mostrata solo la cinematica del cedimento» della struttura, sottolinea che il video «non inquadra tutti i componenti essenziali del ponte».

«Un gap infrastrutturale del paese»

Intanto, mentre si alimenta lo scontro tra Governo e società concessionaria, entrano in campo anche i sindacati a tutela dei lavoratori del gruppo.

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl esprimono «preoccupazione per le modalità con cui si sta svolgendo il dibattito sul tema delle concessioni autostradali che, prima dell'immane tragedia del crollo del Ponte Morandi, è stato assente a livello nazionale e che invece dopo, ha conquistato una centralità ma in maniera fuorviante e pericolosa».

Le organizzazioni chiedono «un confronto con il Ministero e con l'Autorità dei trasporti» «sul recupero del gap infrastrutturale del paese, la qualità del servizio offerto, la sicurezza della circolazione, il mantenimento dell'occupazione».

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