Guerra in Ucraina

I tank Terminator, ecco l'ultima carta di Putin

SDA

22.5.2022 - 19:47

Il presidente russo Vladimir Putin (foto d'archivio)
Il presidente russo Vladimir Putin (foto d'archivio)
KEYSTONE/AP/Mikhail Tereshchenko

Prima i delfini da guerra, poi i raggi laser e ora i Terminator: Vladimir Putin non bada a spese e getta nella mischia della guerra ucraina uno dei carri armati di ultima generazione più celebrati da Mosca. Ma corre il rischio, avvertono gli esperti, di dare un colpo fatale alla già dissestata industria bellica russa.

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22.5.2022 - 19:47

Il Terminator è stato schierato nella battaglia di Severodonetsk: è il teatro d'azione per cui è stato progettato questo mostro corazzato, i combattimenti urbani.

Sì perché dopo l'esperienza nella battaglia di Grozny del 1993-94 in Cecenia, dove i corazzati vennero decimati a colpi di lanciarazzi da piccoli gruppi di miliziani annidati in ogni singola casa, Mosca decise di avviare la produzione di un carro armato per affiancare la fanteria e preparare l'avanzata dei tank da battaglia.

Il Terminator è un'arma micidiale: monta sulla torretta due mitragliatrici pesanti che possono sparare diversi tipi di proiettili, più un'altra 'tradizionale', e 4 tubi di lancio per razzi anticarro. Il suo punto forte contro la fanteria è comunque la corazza, impenetrabile per molti razzi.

È talmente avanzato che il comandante riceve in tempo reale le varie informazioni su un display televisivo. Ma è anche molto costoso, e la dotazione stimata è di soli 10 mezzi.

Rimane però la situazione disastrosa sul campo

L'arrivo del Terminator non cancella la situazione per certi aspetti disastrosa che si registra sul campo: la Russia, secondo fonti di intelligence occidentali, ha una capacità di produzione annuale di circa 250 carri armati. In tre mesi di guerra, con almeno 500 tank distrutti dalle forze ucraine, avrebbe quindi già perso due anni di produzione.

E il mostro corazzato russo per eccellenza, il T-14 Armata – che sarebbe invisibile ai radar – ancora non ha fatto il suo debutto in guerra. Di questi Mosca ne avrebbe a disposizione solo un centinaio. L'altro mezzo invisibile è il caccia stealth T-50, il Sukhoi Su-57, che invece secondo la tv di Stato russa «è già operativo» in Ucraina ma che, per definizione, «non si vede».

L'azienda che produce i Terminator e i T-14, la Uralvagonzavod, paga il prezzo delle sanzioni e a fine marzo ha annunciato di dover avviare licenziamenti. Secondo fonti interne, le sanzioni hanno posto l'azienda in difficoltà «anche sul fronte del rifornimento di componenti», che arrivano in gran parte dall'estero, soprattutto quelli ad alta tecnologia.

Anche l'altro gigante della produzione bellica russa, Almaz-Antey, patisce difficoltà nel ricevere pagamenti e non sarebbe riuscita a incassare già oltre un miliardo di dollari di commesse. Ciononostante, ha avviato la produzione seriale degli S-500 Prometheus, i sistemi di difesa antimissile e antiaereo, che Mosca afferma essere già stati consegnati alle forze russe. Ma a quale prezzo?

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