COVID-19

Da lunedì nuove regole, ma pochi cambiamenti

sam / SwissTXT

28.3.2020

Alla conferenza stampa di oggi interverranno i ministri Gobbi e Vitta, e il capo dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta Matteo Cocchi.
archivio Ti-Press

Le autorità ticinesi hanno tenuto oggi, sabato, alle 15, un nuovo momento informativo per comunicare le nuove misure previste dalla prossima settimana per frenare la diffusione dell'epidemia di Covid-19.

Dopo aver salutato con soddisfazione la decisione di Berna, che stamattina ha formalmente autorizzato le limitazioni o cessazioni di attività decise dal Consiglio di Stato ticinese, dando così anche garanzie di accesso agli aiuti federali per i lavoratori ticinesi, il ministro Vitta ha letto il lungo elenco di misure inserite in una nuova ordinanza, che entra in vigore il 30 marzo e lo resterà fino al 5 aprire, che ricalca quella prevista per la scorsa settimana, con però alcune modifiche.

Nuove regole in Ticino da lunedì

In particolare, rimangono non autorizzate le attività nel settore della ristorazione, in quello ricreativo e quelle che richiedono contatto tra persone (come parrucchieri ed estetiste), fatta eccezione per quelle che consegnano a casa il cibo e ovviamente, per i negozi che vendono beni di prima necessità, le farmacie e le banche, ma sempre nel rispetto delle norme igieniche.

Gli alberghi possono accogliere al massimo 50 persone, personale compreso. Possono restare aperte le strutture sanitarie e gli asili nido, così come le attività nel settore agricolo e della filiera agroalimentare.

Le attività nei cantieri restano ferme, fatti salvo i lavori necessari per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro. Lo Stato maggiore cantonale di condotta può concedere deroghe nel caso in cui esista un’evidente urgenza o preminente interesse pubblico. E questa rappresenta in sostanza l'unica grande novità comunicata oggi.

Resta in vigore la misura per gli over 65

Il presidente del Consiglio di Stato ticinese ha inoltre confermato quanto già preannunciato ieri sera, ossia che è stata prolungata per un'altra settimana la misura che concerne gli over 65, ossia il divieto di andare a fare la spesa.

È inoltre stato posticipato di un mese il cambio della presidenza previsto la prossima settimana, quando il collega di Governo Norman Gobbi avrebbe dovuto subentrare a Vitta.

Quest'ultimo, in conclusione al suo intervento, ha detto che «avremo dinanzi a noi settimane impegnative e vi chiediamo di tenere duro, di rispettare le norme, con la consapevolezza che se le seguiamo tutti ne usciremo presto. Dobbiamo impegnarci tutti continuando a fare dei sacrifici. Il Ticino unito e solidale ci permetterà di ripartire più forti di prima, dobbiamo solo crederci e volerlo. Forza Ticino, insieme ce la faremo!».

Stato di necessità prolungato

Dal canto suo, il direttore del Diparimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ricordato che in Ticino è in vigore dall'11 marzo lo «stato di necessità» e ha fatto sapere che il Governo cantonale ha deciso di mantenerlo in vigore fino al 19 aprile, allineandosi così alla data decisa da Berna per quel che riguarda la «situazione straordinaria».

A seguito di ciò, il ministro Gobbi ha fatto sapere di aver proposto lui stesso al Governo, come detto, di posticipare a maggio il cambio di presidenza.

«L'ho fatto - ha spiegato - perché il Consiglio di Stato ticinese sta lavorando come una squadra e ognuno ha il suo compito. Attualmente il presidente, il ministro Vitta, si sta occupando in maniera importante della comunicazione alla popolazione, come avete ormai visto. E la priorità ora è solo una: quella di affrontare insieme questa lotta al coornavirus».

L'appello agli svizzero-tedeschi: «Non venite in Ticino»

E infine, lo stesso Gobbi, ha tenuto a lanciare un appello, lo stesso espresso ieri in conferenza stampa dal consigliere federale Alain Berset.

In italiano, ma anche in svizzero-tedesco per essere certo di venire capito anche Oltralpe, ha chiesto ai confederati di non venire in Ticino né ora né per le vacanze di Pasqua, dato che il Cantone sta affrontando un momento difficile.

«Il Ticino vi aspetta più che volentieri più avanti, quando le cose saranno più calme e tornate alla normalità», ha concluso.

Il bilancio si aggrava ancora

E intanto, questa mattina, è stato fornito il nuovo bilancio dell'epidemia di coronavirus in Ticino.

Nelle ultime 24 ore ci sono stati altri 11 decessi nel Cantone, che salgono così a un totale di 87. I casi registrati nel Cantone sono saliti a 1’727, ossia 39 in più di ieri.

Numeri e link utili

È utile ricordare che, per tutte le informazioni sul COVID-19 e sulle misure prese dalle autorità, la hotline cantonale ticinese è sempre in funzione dalle 7h00 alle 22h00 allo 0800 144 144. Il sito specifico che il Cantone ha aperto è consultabile in ogni momento cliccando qui.

La Hotline a livello federale risponde invece a tutte le domande 24 ore su 24 al numero +41 58 463 00 00. Il sito della Confederazione sul coronavirus COVID-19 invece è raggiungibile cliccando qui.

È pure attiva a livello ticinese la Hotline per le attività commerciali, che risponde, dalle 9.00 alle 17.00, al numero 0840 117 112.

Per domande specifiche sul lavoro ridotto è disponibile, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 - 12.00 e dalle ore 13.00 - 16.00, il numero di telefono 091 814 31 03.

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