Vitta: «Alcune cose sentite ci hanno feriti come ticinesi»

SwissTXT / pab

24.3.2020 - 16:47

Il presidente del Governo ticinese Christian Vitta
Ti-Press / archivio

In conferenza stampa si è fatto il punto della situazione dell'epidemia in Ticino. E non solo a livello sanitario. Particolarmente chiaro il discorso del presidente del Consiglio di Stato Vitta che è tornato sulle incomprensioni con Berna. De Rosa: «Anziani tenete duro, anche per chi vi vuole bene». Merlani: «Segnale incoraggiante, ma conclusioni premature».

Christian Vitta, presidente del Consiglio di Stato ticinese, ha aperto la conferenza stampa di martedì sullo stato dell’epidemia parlando della situazione particolare venutasi a creare tra le autorità cantonali e quelle federali:

«Il Governo ticinese ha sempre detto che avrebbe adattato le decisioni in funzione della situazione, che vede il Ticino precursore rispetto al resto del paese. A nord delle Alpi c’è chi le ha messe in discussione, noi le riteniamo responsabili per rallentare la diffusione del virus sul nostro territorio».

«Non potevamo aspettare»

Ha poi proseguito affermando che: «Alcune cose sentite ci hanno feriti come ticinesi. Noi ci siamo, abbiate fiducia, siamo convinti che la maggior parte della popolazione sia con noi».

«Quello che noi conosciamo oggi, altre regioni svizzere lo conosceranno nelle prossime settimane. Non potevamo attendere e siamo convinti che a Berna comprenderanno le nostre decisioni» ha proseguito in tono severo Vitta.

«Come Consiglio di Stato abbiamo scritto una lettera al Consiglio federale chiedendo solidarietà e chiedendo che i nostri cittadini e le nostre aziende non siano penalizzati dalla diffusione anticipata del virus e che possano accedere agli strumenti previsti», ha proseguito Vitta.

Il liberale radicale ha poi concluso ringraziando la popolazione per lo sforzo che sta facendo per contenere l’epidemia. «Grazie, uniti ce la faremo»

De Rosa: «Anziani tenete duro, anche per chi vi vuole bene»

Il consigliere di Stato Raffaele De Rosa si è rivolto invece agli anziani, «motore indispensabile» della  società, con il volontariato e l’aiuto alle famiglie.

Chiedere loro di restare a casa può sembrare una violenza, ha affermato, ma è importante ridurre i contatti sociali: rinnovato quindi l’invito a restare a casa. «Tenete duro, anche per chi vi vuole bene», ha detto il responsabile del Dipartimento della sanità e della socialità.

L’invito però è rivolto anche a tutti gli altri: bisogna ridurre al minimo le attività e i contatti sociali, mantenendo le distanze per ridurre i contagi e assicurare il funzionamento degli ospedali.

Merlani: «Segnale incoraggiante, ma conclusioni premature»

Il medico cantonale Giorgio Merlani ha precisato i dati dell'epidemia: 235 persone si trovano in ospedale, di cui 48 intubate. Il bilancio dei decessi (53, +5) e dei contagi accertati (1’211, +56) era già noto da stamattina.

Fra i ricoverati la persona più giovane ha 38 anni, quella più giovane in terapia intensiva 40. Due delle persone decedute avevano meno di 65 anni, ma entrambe con patologie pregresse.

Otto persone morte in casa anziani

Otto sono morte in case per anziani, da dove si è preferito non trasferirle in ospedale poiché la situazione era compromessa e le cure di cui avrebbero potuto beneficiare sarebbero state di qualità uguale a quelle dispensate in una casa di riposo. 

Come ha spiegato Merlani, quando la malattia polmonare si sviluppa in modo particolarmente grave, e spesso anche rapido, la prognosi anche in caso di intubazione è molto negativa.

Invece di procedere con trasferimenti e trattamenti «al limite dell’accanimento terapeutico» e con speranze di successo pressoché nulle, si può quindi preferire lasciare l’anziano nella quiete della stanza dove ha vissuto per diversi anni, con una buona cura palliativa.

Sia Merlani che il consigliere di Stato De Rosa insistono però sul fatto che i segnali, per quanto incoraggianti, vanno guardati con prudenza e valutati anche alla luce di quanto accadrà nei prossimi giorni.

Numeri e link utili

È utile ricordare che, per tutte le informazioni sul COVID-19 e sulle misure prese dalle autorità, la hotline cantonale ticinese è sempre in funzione dalle 7h00 alle 22h00 allo 0800 144 144. Il sito specifico che il Cantone ha aperto è consultabile in ogni momento cliccando qui.

La Hotline a livello federale risponde invece a tutte le domande 24 ore su 24 al numero +41 58 463 00 00. Il sito della Confederazione sul coronavirus COVID-19 invece è raggiungibile cliccando qui.

È pure attiva a livello ticinese la Hotline per le attività commerciali, che risponde, dalle 9.00 alle 17.00 al numero 0840 117 112.

Per domande specifiche sul lavoro ridotto è disponibile
dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 - 12.00 e dalle ore 13.00 - 16.00 il numero di telefono 091 814 31 03.

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